Architettura moderna in Giappone - Costruire il futuro
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Il 28 novembre del 1899 costituisce un giorno fondamentale per la cultura giapponese: viene girato su 60 metri di pellicola dall’operatore di macchina Shibata Tsunekichi Momijigari, il primo film della storia del cinema giapponese.
Per comprendere appieno l’importanza di questo film occorre pensare al contesto storico e culturale in cui la pellicola si inserisce, ossia l’era Meiji (1868-1912), un’epoca caratterizzata da grandi sconvolgimenti causati dall’entrata del Commodoro Perry e delle navi da guerra americane nella Baia di Edo nel 1853, che condussero all’apertura dei porti giapponesi ai commerci con l’estero tramite la firma della Convenzione di Kanagawa e l’abolizione della politica di isolamento in vigore dal 1641. Un periodo in cui il bakufu Tokugawa non riuscì a calmare il malcontento generale e i disordini interni al Giappone...
Tutti i culti, in tutte le epoche, tendono a evolvere secondo due direttrici, una ortodossa e istituzionale, propugnata dal clero che vi fonda la propria autorità e ne rivendica la trasmissione, e una più irregolare, individuale, mistica, che in genere si fa portatrice di una forte carica trasgressiva, sia verso il potere costituito sia nei confronti del senso comune. Proprio in virtù di questo slancio sovvertitore, spesso è accaduto che alle tradizioni eterodosse si associasse l’immagine della follia. In Russia chiamavano jurodivyj (pazzi in Cristo) quegli asceti laceri e sporchi che per le loro capacità di veggenti potevano permettersi di rimbeccare anche gli zar. In Tibet, i nyönpa (pazzi) erano mistici che perseguivano la Via dell’illuminazione al di fuori delle regole e delle pratiche degli ordini monastici, spesso infrangendo tabù legati al cibo o al sesso.
Anche lo zen giapponese ha il suo nyönpa. Si chiama Ikkyū.
Attraverso lo studio della produzione artistica è possibile capire l’evoluzione di un paese e lo sviluppo del suo rapporto con l’estero.
Un esempio interessante è rappresentato dai motivi decorativi cinesi del periodo repubblicano che, a seguito di importanti sviluppi storici e politici, sono cambiati radicalmente non solo dal punto di vista estetico, ma anche a livello di significato. Per comprendere al meglio questo processo, occorre analizzare la transizione dal periodo imperiale Qing (1644-1912) al periodo repubblicano (1912-1949).
La Cina, a seguito della sua sconfitta nelle due guerre dell’oppio (1839-1842 e 1856-1860), dovette firmare una serie di trattati con i paesi occidentali per l’apertura dei porti commerciali sulla costa orientale e garantire a tali paesi uno status privilegiato. Per via della crisi che si era venuta a creare, i funzionari Qing attuarono una serie di...
Il termine hwarang (in coreano 화랑, hanja 花郞) viene tradotto letteralmente come “ragazzo fiorito”. Nel VI secolo, il regno coreano di Silla (57 a.C.- 935 d.C.) vide l'emergere di un'organizzazione unica, con funzioni altrettanto uniche, che ruotava intorno ai giovani uomini del regno, cercando di dar loro una formazione basata su diversi tipi di istruzione, allo scopo di creare un'élite ben strutturata.
Le fonti primarie per la conoscenza degli Hwarang sono piuttosto limitate, ma ci danno implicazioni molto interessanti.
I loro ideali erano plasmati alla luce di virtù e pratiche provenienti da diverse fonti, religiose e ideologiche, principalmente attinte dallo sciamanesimo coreano, ma anche da altre fonti non autoctone, il buddhismo, il confucianesimo e il taoismo. L'organizzazione era di carattere militare, ma non solo; nella società di Silla essi svolgevano anche funzioni religiose ed educative...