Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

Ikkyū Sōjun - Lo zen della disobbedienza

Scritto da Ornella Civardi -
Ikkyū Sōjun

Tutti i culti, in tutte le epoche, tendono a evolvere secondo due direttrici, una ortodossa e istituzionale, propugnata dal clero che vi fonda la propria autorità e ne rivendica la trasmissione, e una più irregolare, individuale, mistica, che in genere si fa portatrice di una forte carica trasgressiva, sia verso il potere costituito sia nei confronti del senso comune. Proprio in virtù di questo slancio sovvertitore, spesso è accaduto che alle tradizioni eterodosse si associasse l’immagine della follia. In Russia chiamavano jurodivyj (pazzi in Cristo) quegli asceti laceri e sporchi che per le loro capacità di veggenti potevano permettersi di rimbeccare anche gli zar. In Tibet, i nyönpa (pazzi) erano mistici che perseguivano la Via dell’illuminazione al di fuori delle regole e delle pratiche degli ordini monastici, spesso infrangendo tabù legati al cibo o al sesso.

Anche lo zen giapponese ha il suo nyönpa. Si chiama Ikkyū.

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I motivi decorativi giapponesi nella Cina repubblicana: Verso la modernità

Scritto da Giulia Cappello -
I motivi decorativi giapponesi nella Cina repubblicana

Attraverso lo studio della produzione artistica è possibile capire l’evoluzione di un paese e lo sviluppo del suo rapporto con l’estero.

Un esempio interessante è rappresentato dai motivi decorativi cinesi del periodo repubblicano che, a seguito di importanti sviluppi storici e politici, sono cambiati radicalmente non solo dal punto di vista estetico, ma anche a livello di significato. Per comprendere al meglio questo processo, occorre analizzare la transizione dal periodo imperiale Qing (1644-1912) al periodo repubblicano (1912-1949).

La Cina, a seguito della sua sconfitta nelle due guerre dell’oppio (1839-1842 e 1856-1860), dovette firmare una serie di trattati con i paesi occidentali per l’apertura dei porti commerciali sulla costa orientale e garantire a tali paesi uno status privilegiato. Per via della crisi che si era venuta a creare, i funzionari Qing attuarono una serie di...

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Hwarang: I ragazzi fioriti di Silla

Scritto da Jinelle Vitaliano -
Hwarang

Il termine hwarang (in coreano 화랑, hanja 花郞) viene tradotto letteralmente come “ragazzo fiorito”. Nel VI secolo, il regno coreano di Silla (57 a.C.- 935 d.C.) vide l'emergere di un'organizzazione unica, con funzioni altrettanto uniche, che ruotava intorno ai giovani uomini del regno, cercando di dar loro una formazione basata su diversi tipi di istruzione, allo scopo di creare un'élite ben strutturata.

Le fonti primarie per la conoscenza degli Hwarang sono piuttosto limitate, ma ci danno implicazioni molto interessanti.

I loro ideali erano plasmati alla luce di virtù e pratiche provenienti da diverse fonti, religiose e ideologiche, principalmente attinte dallo sciamanesimo coreano, ma anche da altre fonti non autoctone, il buddhismo, il confucianesimo e il taoismo. L'organizzazione era di carattere militare, ma non solo; nella società di Silla essi svolgevano anche funzioni religiose ed educative...

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Lo Shaolin Kung Fu - La tradizione (prima parte)

Scritto da Pietro Biasucci -
Lo Shaolin Kung Fu (prima parte)
Il Kung Fu Shaolin è una perla luminosa della cultura cinese ed è anche una ricchezza per la forza e la salute del corpo, che la Cina dà come contributo al mondo.
Wang Zhi Qiang
Diciottesimo Arhat (Luohan) Shaolin
Settimo Duan delle arti marziali cinesi.

Questa citazione è estratta dalla lettera che Wang Zhi Qiang mi inviò nel 2015 in occasione della pubblicazione de “L’eredità dell’Arhat – alla fonte del Kung Fu Shaolin”, il libro che ho voluto scrivere e dedicare a lui, al maestro che cambiò la mia vita e che dopo avermi accettato nella sua scuola e preso sotto la sua ala protettrice, mi istruì personalmente nella disciplina del Kung Fu (功夫 Gōng Fū), l’arte marziale sviluppatasi nei secoli dalle esperienze dei monaci buddhisti Shaolin.

Il maestro Wang fondò l’accademia di arti marziali cinesi Song Yang Shaolin Wushu (嵩阳少林武术学院 Sōng Yáng Shàolín Wǔshù Xuéyuàn) negli anni '90, a poca distanza dal celebre monastero buddhista Shaolin, spinto dalla volontà di ...

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Il chōken del Museo d’Arte Orientale di Venezia e mostra “Trame giapponesi. Costumi e storie del teatro nō”

Mostra a cura di Marta Boscolo Marchi -
Il chōken del Museo d’Arte Orientale di Venezia e mostra “Trame giapponesi. Costumi e storie del teatro nō”

Venezia, Museo d’Arte Orientale - 26 marzo – 3 luglio 2022

Nell’ambito del programma Venezia 1600, per celebrare i sedici secoli dalla mitica fondazione della città, il Museo d’Arte Orientale annuncia la mostra “TRAME GIAPPONESI. Costumi e storie del teatro nō al Museo d’Arte Orientale di Venezia”, a cura della direttrice Marta Boscolo Marchi.

Gli spazi espositivi all’ultimo piano di Ca’ Pesaro ospiteranno, dal 26 marzo al 3 luglio 2022, dipinti, stampe, fotografie, documenti, costumi, strumenti musicali e maschere legati a una delle più celebri forme teatrali giapponesi, il teatro nō.

Grazie al 13° Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia del 1954, il teatro nō arrivò per la prima volta in Europa.

La gran parte degli oggetti e delle opere esposte fanno parte della collezione del museo, a sua volta costituita per lo più dalla raccolta del principe Enrico di Borbone Parma.

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