Il termine zazen è composto dai due caratteri: za, stare seduti e zen, traslitterazione del termine sanscrito dhyana, meditazione, concentrazione, la quinta delle pāramitā, le virtù trascendenti del Bodhisattva. Dire zazen equivale a dire Zen, poiché la meditazione seduta è così centrale e pervasiva che si può intendere come la pratica stessa della Tradizione.
Dōgen, capostipite del Sōtō, infatti non ha mai parlato di Scuola Zen, ma solamente di zazen e in origine era in vigore la denominazione Zazenshū, Scuola della meditazione seduta. È stato poi con il passare del tempo che in forma abbreviata è stata detta Zenshū, Scuola Zen.
Nel Buddhismo Sōtō lo zazen è praticato in shikantaza, “sedersi e semplicemente essere” concentrati esclusivamente sulla seduta. Shikan, partecipazione totale, diventare tutt’uno con il processo in sé, ta, colpire, za, stare seduti...