Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

I mostri del notturno giapponese

Scritto da Paolo Linetti -
I mostri del notturno giapponese
Le Jorogumo, avvenenti donne che rivelano alle vittime la loro reale natura di enormi ragni; i Tanuki, simpatici tassi trasformisti; i Bakeneko, gatti mostruosi; i Kappa, esseri acquatici, che importunano le natanti; le Ningyo, sirene giapponesi la cui carne profumatissima può donare agli uomini giovinezza o morte atroce; Okiku, il fantasma inconsolabile che cerca il decimo piatto a lei rubato... Si tratta di miti o leggende? Appartengono al soprannaturale o al preternaturale? I mostri del folklore dell'estremo Oriente popolano il quotidiano. Possono essere di varia natura, grottesca e dispettosa oppure spaventosi e profondamente inquietanti.

Nel Libro “Mostri giapponesi – Brividi e leggende al riflesso della luna” da me scritto con Laura Graziano, Susanna Marino, Gaia Poinelli, Rebecca Rossi si analizza l'importanza terapeutica del suscitare la paura.

La paura è una delle emozioni fondamentali dell'uomo, lo mette in guardia dai pericoli e lo spinge alla sopravvivenza: la rappresentazione di questo sentimento ha la capacità di intrattenere e stimolare alcune aree che suscitano emozioni primordiali, tacitando i problemi della vita quotidiana.

Diventa una valvola di sfogo della parte più istintiva e primitiva radicata in noi, tacitata dalle convenzioni e regole sociali. Essa mette in scena...

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Lo Shintō, la donna, la miko

Scritto da Cecilia Presciani -
Lo Shintō, la donna, la miko

Il ruolo della donna nel culto religioso più antico del Giappone, lo Shintō (神道 ), è sempre stato oggetto di dibattiti e controversie. Una tradizione autoctona che, considerando la femminilità come qualcosa di negativo, portatrice di impurità (穢れ kegare) ha relegato la donna ai margini della società, permettendole, all’interno delle sue cerimonie, soltanto un ruolo di spettatrice.

Dati questi presupposti potremmo pensare che nello Shintō quella della donna sia sempre stata una posizione di sottomissione, senza aver mai avuto ruoli decisivi e rilevanti, in un contesto totalmente maschile.

Ma è realmente così? Esistono delle particolarità nella storia, delle eccezioni in cui queste regole vengono capovolte?

Andando ad indagare più a fondo, soprattutto nelle fasi più arcaiche di questo culto antico quanto il Giappone, si scopre che non è così.

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Attraversando la letteratura Song

Scritto da Simona Gallo -
Attraversando la letteratura Song

Nella Cina nel X secolo, la perdita di unità politica provocata dallo sfaldamento del glorioso dominio Tang (618-907) dà origine a una fase di forte frammentazione e instabilità, durata tuttavia poco più di un cinquantennio. L’anno 960, infatti, determina simbolicamente la fine di un periodo di divisione e l’origine di una nuova epoca: i Song 宋. Secondo la storiografia ufficiale, all’instaurazione di questa dinastia – a opera di Zhao Kuangyin 赵匡胤, o imperatore Taizu 太祖 – è attribuita la restaurazione della solidità dell’impero, sebbene il regno da lui fondato, quello dei Song del Nord (Bei Song 北宋), ceda poi il posto al dominio dei Song del Sud (Nan Song 南宋, 1227-1279), di origine straniera.
È tuttavia innegabile il carattere di modernità che caratterizza i tre secoli della Cina dei Song in termini di prosperità economica, di innovazione tecnologica, di sofisticatezza amministrativa, nonché di splendore culturale. Sebbene si tratti...

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Il gioco del Go: la sua diffusione

Scritto da Marco Milone -
Il gioco del Go

Quando, nel 1600, il gesuita Matteo Ricci si recò in Cina, ne studiò la lingua, la storia, la cultura e i costumi locali, e infine riuscì a farsi accettare dalla classe aristocratica e a essere considerato il primo intellettuale straniero, tanto che ebbe pure modo di apprendere il gioco del weiqi, meglio conosciuto in occidente come Go, che era ben diffuso a corte.

Ricci rimase stupito da come alcuni cinesi fossero tanto assorbiti da questo gioco da trascorrere la maggior parte della giornata giocando, e dall'importanza che aveva essere forti in questo gioco, tanto da essere apprezzati da chiunque e invitati ovunque.

Ciò che Ricci non sapeva era quanto il gioco del Go avesse...

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Il Tè (seconda e ultima parte) - Dalla Cina: storia, leggenda, estetica

Scritto da Isabella Doniselli Eramo -
Il Tè (seconda e ultima parte)

Sulla scorta delle indicazione fornite dai Chashu dell’epoca, sappiamo che fiorisce anche un'intensa ricerca estetica finalizzata a individuare la tipologia di tazza che meglio esalti il colore del tè, oltre all'aroma e al gusto. La scelta degli esteti si orienta su ceramiche dalla superficie di colore scuro, che evidenzia maggiormente la brillantezza del colore della bevanda. Le manifatture di porcellana si specializzano in varianti sul tema con ombre e riflessi e iridescenze “spontanee”, cioè prodotte naturalmente durante la cottura della tazza nella fornace, in seguito a reazioni chimico-fisiche del tutto spontanee legate alla presenza di ossidi metallici nella “coperta” dell'oggetto. Tipiche sono le ceramiche chiamate Tianmu (occhio del cielo), dal nome di un monte (nel Fujian) presso il quale i monaci di un monastero buddhista avevano...

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