Il Tè (seconda e ultima parte)

Scritto da Isabella Doniselli Eramo -
Il Tè (seconda e ultima parte)

Sulla scorta delle indicazione fornite dai Chashu dell’epoca, sappiamo che fiorisce anche un'intensa ricerca estetica finalizzata a individuare la tipologia di tazza che meglio esalti il colore del tè, oltre all'aroma e al gusto. La scelta degli esteti si orienta su ceramiche dalla superficie di colore scuro, che evidenzia maggiormente la brillantezza del colore della bevanda. Le manifatture di porcellana si specializzano in varianti sul tema con ombre e riflessi e iridescenze “spontanee”, cioè prodotte naturalmente durante la cottura della tazza nella fornace, in seguito a reazioni chimico-fisiche del tutto spontanee legate alla presenza di ossidi metallici nella “coperta” dell'oggetto. Tipiche sono le ceramiche chiamate Tianmu (occhio del cielo), dal nome di un monte (nel Fujian) presso il quale i monaci di un monastero buddhista avevano...

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Giuseppe Castiglione

Isabella Doniselli Eramo -
Giuseppe Castiglione
In ricordo del tuo lungo servizio al Palazzo Imperiale noi ti assegniamo il titolo di Vice-ministro e doniamo 300 tael d'argento … per mostrare la nostra vicinanza e compassione. Questo è il nostro ordine.

Così il grande e potente imperatore Qianlong scriveva nel luglio 1766 in un editto emanato in morte del suo maestro di disegno e pittore di corte, Lang Shining, al secolo Giuseppe Castiglione. Un onore inaudito nel XVIII secolo da parte di un sovrano nei confronti di un suddito straniero.

Giuseppe Castiglione (Milano, 19 luglio 1688 – Pechino 16 luglio 1766), è un artista italiano e più precisamente milanese, divenuto grande e famoso in Cina, dove ha operato più di 50 anni come pittore di corte a Pechino, al punto che ancora oggi è citato nei più importanti manuali di storia dell'arte con il suo nome cinese Lang Shining; la sua popolarità nella Grande Cina è tale che alcune opere a lui attribuite pochi anni fa sono state battute all'asta a Hong Kong con quotazioni superiori a...

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I pirati dei mari orientali

Scritto da Veronica Gambilare -
I pirati dei mari orientali
Scrivere una storia della pirateria dalle sue prime origini sarebbe impresa impossibile. Equivarrebbe in sostanza a scrivere la storia marittima del mondo.

La pirateria non conosce confini geografici e limiti cronologici. Anche se l’immagine del pirata radicata nell’immaginario popolare (peraltro molto lontana dalla realtà) è ormai indiscutibilmente legata ai banditi occidentali che scorrazzavano nei Caraibi tra il XVI e il XVIII secolo, la pirateria fu un fenomeno esteso su scala mondiale. Per quasi un millennio, le coste di Cina, Corea e Giappone vennero sistematicamente devastate dai banditi del mare e a loro volta diedero i natali ad alcuni tra i più influenti pirati di sempre, anche se i loro nomi rimangono poco noti...

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Il Tè (prima parte)

Scritto da Isabella Doniselli Eramo -
Il Tè (prima parte)

Si dice che la Cina abbia dato all’umanità tre importanti ritrovati: la carta, il tè e la seta.

Si potrebbe obiettare che il mondo sia debitore della civiltà cinese anche per molte altre acquisizioni artistiche, tecnologiche, scientifiche e di pensiero, come ha ben evidenziato Joseph Needham nella sua colossale opera enciclopedica Science and Civilisation in China (Cambridge University Press, 1954-2011): la stampa, la bussola, la porcellana, il tè, la cartamoneta, l’agopuntura, l’aquilone, il sismometro, i fuochi d’artificio, la polvere da sparo, la balestra, le bombe incendiarie e a granata, le vaccinazioni, la dietetica, il carbone combustibile, il lanciafiamme, la fusione dell’acciaio, molti giochi da tavolo e sportivi. Tuttavia resta innegabile che il tè (al pari di carta e seta) è l’elemento che maggiormente ha inciso sulle culture di tutto il mondo, arrivando a trasformarle, penetrando nella vita quotidiana e nelle abitudini dei popoli.

La storia del tè, vera e propria “pianta di civiltà” per la Cina, come qualcuno l'ha definita, inizia con una leggenda che rimanda ai miti sull'origine del mondo e della civiltà cinese e ai loro protagonisti...

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Attraversando la letteratura Song

Scritto da Simona Gallo -
Attraversando la letteratura Song

Nella Cina nel X secolo, la perdita di unità politica provocata dallo sfaldamento del glorioso dominio Tang (618-907) dà origine a una fase di forte frammentazione e instabilità, durata tuttavia poco più di un cinquantennio. L’anno 960, infatti, determina simbolicamente la fine di un periodo di divisione e l’origine di una nuova epoca: i Song 宋. Secondo la storiografia ufficiale, all’instaurazione di questa dinastia – a opera di Zhao Kuangyin 赵匡胤, o imperatore Taizu 太祖 – è attribuita la restaurazione della solidità dell’impero, sebbene il regno da lui fondato, quello dei Song del Nord (Bei Song 北宋), ceda poi il posto al dominio dei Song del Sud (Nan Song 南宋, 1227-1279), di origine straniera.
È tuttavia innegabile il carattere di modernità che caratterizza i tre secoli della Cina dei Song in termini di prosperità economica, di innovazione tecnologica, di sofisticatezza amministrativa, nonché di splendore culturale. Sebbene si tratti...

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La poesia senza tempo di Li Qingzhao 李清照 (1081-1149)

Scritto da Simona Gallo -
La poesia senza tempo di Li Qingzhao 李清照 (1081-1149)

Tra le voci femminili della tradizione lirica cinese spicca quella di Li Qingzhao 李清照 (1081-1149), considerata dalla critica una delle penne più raffinate della storia letteraria cinese, nonché la più talentuosa poetessa che l’impero abbia mai conosciuto. L’ammirazione nei suoi confronti, sorta quasi parallelamente alla sua creazione, si deve almeno a due fattori fondamentali. In prima istanza, a un formidabile talento letterario, testimoniato dal fatto che già all’epoca circolavano la sua raccolta di testi di poesia e prosa, dal titolo Li Yi’an ji李易安集 (Raccolta di scritti di Li Yi’an), assieme ad altre due antologie di testi poetici, lo Shuyu ci 漱玉词 (Canzoni di giada trasparente) e lo Yi’an ci 易安词 (Canzoni di Yi’an); ciò che si legge oggi di Li Qingzhao, tuttavia, non proviene da questi testi ormai perduti, bensì da antologie successive. In seconda istanza, la poetessa è stata nel tempo eletta a modello di virtù sociale, di sapore evidentemente classico, nell’erudizione, nell’eleganza estetica e di costumi.

Le origini di Li Qingzhao si collocano nella regione nord-orientale dello Shandong e nel periodo Song 宋 (907-1279) – e durante la transizione fra il dominio dei Song del Nord (Bei Song 北宋, 960-1127) e quello dei Song del Sud (Nan Song 南宋, 1227-1279) – caratterizzato da uno spirito di modernità e di splendore sociale e amministrativo, ma anche da una profonda riflessione sul rapporto con l’eredità culturale. Si tratta infatti di un’epoca che...

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Lo Shaolin Kung Fu (prima parte)

Scritto da Pietro Biasucci -
Lo Shaolin Kung Fu (prima parte)
Il Kung Fu Shaolin è una perla luminosa della cultura cinese ed è anche una ricchezza per la forza e la salute del corpo, che la Cina dà come contributo al mondo.
Wang Zhi Qiang
Diciottesimo Arhat (Luohan) Shaolin
Settimo Duan delle arti marziali cinesi.

Questa citazione è estratta dalla lettera che Wang Zhi Qiang mi inviò nel 2015 in occasione della pubblicazione de “L’eredità dell’Arhat – alla fonte del Kung Fu Shaolin”, il libro che ho voluto scrivere e dedicare a lui, al maestro che cambiò la mia vita e che dopo avermi accettato nella sua scuola e preso sotto la sua ala protettrice, mi istruì personalmente nella disciplina del Kung Fu (功夫 Gōng Fū), l’arte marziale sviluppatasi nei secoli dalle esperienze dei monaci buddhisti Shaolin.

Il maestro Wang fondò l’accademia di arti marziali cinesi Song Yang Shaolin Wushu (嵩阳少林武术学院 Sōng Yáng Shàolín Wǔshù Xuéyuàn) negli anni '90, a poca distanza dal celebre monastero buddhista Shaolin, spinto dalla volontà di ...

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I motivi decorativi giapponesi nella Cina repubblicana

Scritto da Giulia Cappello -
I motivi decorativi giapponesi nella Cina repubblicana

Attraverso lo studio della produzione artistica è possibile capire l’evoluzione di un paese e lo sviluppo del suo rapporto con l’estero.

Un esempio interessante è rappresentato dai motivi decorativi cinesi del periodo repubblicano che, a seguito di importanti sviluppi storici e politici, sono cambiati radicalmente non solo dal punto di vista estetico, ma anche a livello di significato. Per comprendere al meglio questo processo, occorre analizzare la transizione dal periodo imperiale Qing (1644-1912) al periodo repubblicano (1912-1949).

La Cina, a seguito della sua sconfitta nelle due guerre dell’oppio (1839-1842 e 1856-1860), dovette firmare una serie di trattati con i paesi occidentali per l’apertura dei porti commerciali sulla costa orientale e garantire a tali paesi uno status privilegiato. Per via della crisi che si era venuta a creare, i funzionari Qing attuarono una serie di...

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Ming

Scritto da Isabella Doniselli Eramo -
Ming

Per molto tempo nell’immaginario collettivo occidentale “Ming” è stato sinonimo di Cina, o meglio, di Celeste Impero. E non senza ragione.

Fin dagli ultimi decenni del Cinquecento e per tutta la prima metà del Seicento, colti intellettuali, scienziati e missionari gesuiti come Matteo Ricci, Michele Ruggeri, Martino Martini, Prospero Intorcetta (per citare solo i primi italiani in ordine di tempo. In realtà l’elenco sarebbe molto lungo se si volessero correttamente citare anche i loro confratelli portoghesi e francesi e altri come Adam Schall e Ferdinand Verbiest) con i loro scritti, relazioni, traduzioni, hanno diffuso in Europa un’immagine della Cina realistica, accurata, adeguata ai tempi, che cambiava radicalmente le idee e le convinzioni diffuse fin dal XIII secolo (e ormai radicate a tutti i livelli) da quell’opera conosciutissima, ma sospesa a metà strada tra la relazione di viaggio e il libro delle meraviglie, che era ed è Il Milione di Marco Polo...

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Pagine Zen 121

maggio / agosto 2020
Tsukioka Yoshitoshi, "Mitsushima no Tsubone", dalla serie Specchio delle beltà del passato e del presente, 1875-1876. Museo d'Arte Orientale di Venezia
Sommario
  • Poeti giapponesi Il tempo di una nuova poesia
  • Il Dharma è unico 萬法一元
  • Reiwa 令和 o della Buona Armonia
  • Il fenomeno basara Forza e fascino dell’eccesso
  • Dal Museo d’Arte Orientale di Venezia Una scimmia e due tartarughe
  • Cinquanta e più sfumature di “hara”
  • I bonsai alla quarta Esposizione Mondiale di Parigi del 1889
  • Giuseppe Castiglione artista milanese alla corte dei Qing
  • Guerriere dal Sol Levante a cura di Daniela Crovella, Torino, Edizioni Yōshin Ryū, 2019
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Pagine Zen 125

settembre / dicembre 2021
Utagawa Kunisada (Toyokuni III) “L' attore Iwai Kumesaburō III nel ruolo di Koshimoto Oyama”, parte sinistra di un dittico, 1853
Sommario
  • Il Giappone Asuka e Nara Quando l’estero divenne mainstream, influenze cinesi e coreane
  • 天地人轉(転) Ten-Chi-Jin-Ten (marobashi) - Cielo / terra / persona / adattarsi
  • Giappone: disegno e design Dai libri illustrati Meiji ai manifesti d'arte contemporanea
  • Il Tè Dalla Cina: storia, leggenda, estetica (prima parte)
  • Prezioso verde La collezione di giade del Museo d’Arte Orientale di Venezia
  • Corea Fondazione dalle Origini Celesti
  • I pirati dei mari orientali
  • Kusari-Dō Percorrendo la Via Guerriera della Catena
  • La Neve di Yuzawa Immagini dal Giappone
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Pagine Zen 126

gennaio / aprile 2022
Rielaborazione da: Yōshū (Hashimoto) Chikanobu (1838–1912), “Nihon shinnō onna sannomiya (La Terza Principessa e Kashiwagi, dal cap. 34 del Genji monogatari)”, xilografia formato trittico, particolare, 1890, MET New York, OA , pubblico dominio.
Sommario
  • Una raffinata eleganza L’abbigliamento maschile di corte nel Giappone di epoca Heian
  • Tansei Kimei 天晴地明 Se il cielo è sereno, la terra è illuminata
  • Miyamoto Musashi Il lato spirituale del combattimento
  • Meisho d'oltremare Vedute del Lago Occidentale
  • Attraversando la letteratura Song
  • T'al, T'allori e T'alch'um La dimensione ritualistica delle maschere coreane
  • Il gioco del Go La sua diffusione
  • Fantasmi e guerrieri Giustizia e vendetta nell’immaginario giapponese
  • Il Tè Dalla Cina: storia, leggenda, estetica (seconda e ultima parte)
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