Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

L’immagine della donna nello Shintō

Scritto da Giulia Zucconi -
L’immagine della donna nello Shintō

La principessa Toyotama, figlia del signore del mare, ormai prossima al parto, si mise a preparare sulla battigia una capanna dove partorire, ma la costruzione non era ancora completa quando fu costretta a entrarci, dicendo al marito Howori, principe dei cieli:

Gli esseri di altri mondi al momento del parto assumono le sembianze originarie. Farò così anche io adesso, perciò non guardarmi, ti prego”. Egli, tuttavia, incuriosito dalle parole di lei, spiò il parto e la vide trasformata in un coccodrillo enorme che strisciava e si contorceva. Terrorizzato se la diede a gambe e sua altezza la principessa Toyotama, accortasi di essere stata spiata, abbandonò per la vergogna il neonato sul posto.

In questo passo del Kojiki, testo scritto nel 712 che ci offre una preziosa panoramica della narrazione mitica shintoista, il parto viene descritto come un evento estraneo alla sfera umana e la donna viene presentata come intrinsecamente selvaggia...

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Kaze no denwa: Il Telefono del vento

Scritto da Giampiero Raganelli -
Kaze no denwa: Il Telefono del vento
Una cabina telefonica bianca, con una tettoia in stile vagamente retrò, si erge in un declivio, battuto incessantemente dal vento, da cui si vede l'oceano. Si trova in mezzo a un giardino ben curato, con panchine, conifere, ciuffi di erba delle Pampas, e rappresenta il punto di arrivo di un sentiero che passa sotto un arco di ferro battuto avvolto da piante rampicanti in cui è sospesa una campana. Si accede alla cabina salendo un gradino. Come per contrasto il telefono all'interno è di colore nero ed è uno di quei vecchi apparecchi a rotella. Non è ovviamente collegato fisicamente a una rete telefonica, ma è connesso con il vento e con le voci di chi non fa più parte di questo mondo, con le anime di coloro che hanno perso la vita nel maremoto del Tōhoku dell'11 marzo 2011. Ci troviamo nella cittadina costiera di Ōtsuchi nella prefettura di Iwate. Qui il bilancio di vittime di quel disastroso tsunami è stato di 864 morti e 421 dispersi...
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Un’indagine su “Mottainai” (prima parte)

Scritto da Rossella Marangoni -
Un’indagine su “Mottainai” (prima parte)

Non devi credere che questo mondo esista per te. Il mondo non è un recipiente per contenerti.

Tu e il mondo siete come due alberi che si ergono fianco a fianco, distaccati ed eretti, senza mai inclinarsi l’uno verso l’altro.

Da parte tua, sai che vicino a te c’è l’albero splendido del mondo, e ne sei felice. Quanto al mondo, è possibile che non si ricordi nemmeno della tua esistenza.

È questo l’incipit del racconto Still Life (Sutīru raifu, 1988) di Ikezawa Natsuki, uno scrittore da sempre interessato alla relazione fra uomo e natura e ai rapporti fra le culture.

Ma se è vero che il mondo non è affatto interessato alla nostra singola esistenza, questa ha comunque un forte impatto sull’ecosistema e mi sembra che le vicende degli scorsi mesi siano qui a testimoniarlo. Queste e altre considerazioni mi sono venute alla mente in questo periodo, un’epoca in cui la forzata clausura ha portato tutti a confrontarsi con nuovi possibili scenari futuri, a ripensare alle proprie vite con un occhio di riguardo volto alle mutate condizioni in cui ci troveremo.

Occorre trovare forme di adattamento a condizioni difficili, e questo mi ha naturalmente portata a guardare a come la cultura popolare giapponese ha trovato espedienti per non sprecare risorse, per riutilizzare materiali, per mostrare rispetto e gratitudine per ciò che è stato ricevuto in dono dalla Terra e dall’uomo utilizzato. Tutto questo in Giappone è sintetizzato dall’espressione mottainai 勿体無い ...

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Il tavolo del letterato cinese (prima parte)

Scritto da Carla Gaggianesi -
Il tavolo del letterato cinese (prima parte)
La cultura cinese fu per anni influenzata e guidata da una classe speciale, composta da coloro che ancora oggi possono essere definiti "gentiluomini": la classe dei letterati. In Cina, venivano classificati come intellettuali che avevano passato tutta la loro vita a studiare i testi di Confucio per superare gli esami di Stato. Erano proprio questi esami a creare classi differenti tra i letterati; proprio con la filosofia confuciana nacque il concetto di uno Stato governato da uomini d'abilità e cultura, scelti in base ai loro reali meriti e non in base alle conoscenze politiche o alla famiglia di provenienza.
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Tawaraya Sōtatsu: un artista all’avanguardia

Scritto da Marta Molinari -
Tawaraya Sōtatsu

Tawaraya Sōtatsu si affacciò sul panorama artistico di fine periodo Azuchi-Momoyama (1568 – 1598) e fu attivo fino alla prima metà del periodo Edo (1603 – 1868), creando capolavori che influenzarono non solo artisti del suo tempo, ma anche moderni e contemporanei. Il mondo della pittura nel quale si colloca Sōtatsu vede attive due delle maggiori scuole artistiche quali: la scuola Kanō e la scuola Tosa. La prima, nata dalla fusione dei generi stilistici kanga (pittura di ispirazione cinese) e yamatoe (pittura tipicamente giapponese), produsse opere sia a inchiostro sia con colori intensi e sgargianti caratterizzate da linee solide e vigorose e raffiguranti paesaggi, personaggi storici e leggendari di ispirazione cinese. La scuola Tosa invece, assurta al ruolo di scuola di pittura della corte imperiale, aveva mantenuto...

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