Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

A proposito di Zazen

Scritto da Anna Maria Shinnyō Marradi -
A proposito di Zazen

Il termine zazen è composto dai due caratteri: za, stare seduti e zen, traslitterazione del termine sanscrito dhyana, meditazione, concentrazione, la quinta delle pāramitā, le virtù trascendenti del Bodhisattva. Dire zazen equivale a dire Zen, poiché la meditazione seduta è così centrale e pervasiva che si può intendere come la pratica stessa della Tradizione.

Dōgen, capostipite del Sōtō, infatti non ha mai parlato di Scuola Zen, ma solamente di zazen e in origine era in vigore la denominazione Zazenshū, Scuola della meditazione seduta. È stato poi con il passare del tempo che in forma abbreviata è stata detta Zenshū, Scuola Zen.

Nel Buddhismo Sōtō lo zazen è praticato in shikantaza, “sedersi e semplicemente essere” concentrati esclusivamente sulla seduta. Shikan, partecipazione totale, diventare tutt’uno con il processo in sé, ta, colpire, za, stare seduti...

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Bianco, nero, rosso (seconda e ultima parte). I tre colori della bellezza: il nero e il rosso

Scritto da Rossella Marangoni -
Bianco, nero, rosso (seconda e ultima parte)

Nell’ideale pagina bianca che è il volto secondo il trucco tradizionale, il segno lasciato dal nero è rappresentato dalla pratica dell’annerimento dei denti e da quella del disegno delle sopracciglia.

L’usanza di annerirsi i denti o ohaguro (letteralmente “nero per i denti”) sembra documentata in Giappone sin dal III secolo. Nella cronaca cinese Weizhi, infatti, il Giappone è menzionato come “la terra dei denti neri”.

Donne e uomini utilizzavano una combinazione di polvere fushinoko, ricavata dalle noci di galla proveniente dagli afidi che infestano i sommacchi, ricche di tannino, insieme a succo di ferro (tesshō) creato scaldando frammenti di ferro e tuffandoli in una miscela di tè, aceto e sake per farli ossidare. L’acetato di ferro dell’uno e l’acido tannico dell’altro si combinavano per annerire gradualmente i denti. Per preservare il colore nero, era necessario rivestire i denti con questa miscela ogni mattina, un processo che aveva l’effetto collaterale di...

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Pensieri di acciaio e visioni di vetro. Una retrospettiva sull’architettura giapponese contemporanea

Scritto da Carla Ruscazio -
Pensieri di acciaio e visioni di vetro

L’architettura giapponese contemporanea è riuscita, nel corso di settant’anni, a stabilirsi a livello globale come una presenza estetica di riferimento, a cui guardare con ammirazione e rispetto per quanto riguarda le tendenze più attuali, ma anche quelle future. I movimenti stilistici architettonici provenienti dal Giappone, insieme ai loro princìpi e agli architetti che più ne rappresentano i valori, si sono imposti in tempo record nel panorama architettonico mondiale come una inesorabile fucina di Trend Setters a cui puntare per stare al passo con i tempi a livello di gusti e tendenze. Le fondamenta di quelle che sono considerate ancora oggi le più grandi scuole dell’architettura contemporanea giapponese, iniziano a definirsi nel secondo dopoguerra, quando il Giappone, uscito sconfitto e devastato dopo quattro anni di guerra e due bombe atomiche, aveva più che mai la necessità di ricostruire le sue città più importanti, ormai rase al suolo, non solo da un punto di vista urbanistico e materiale, ma anche e soprattutto da un punto di vista...

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Sekisui-zu. Una mappa nazionale del Giappone al Museo d'Arte Orientale di Venezia

Interventi di Sonia Favi, Luisa Bienati e Marta Boscolo Marchi -
Sekisui-zu. Una mappa nazionale del Giappone al Museo d'Arte Orientale di Venezia

La mappa nazionale del Giappone intitolata [Zōtei] Dai Nihon kokugun yochi rotei zenzu (Mappa [ampliata e rivista] delle province e itinerari del Grande Giappone), donata dagli eredi della professoressa Adriana Boscaro al Museo d’Arte Orientale di Venezia, è un esempio della ricca produzione cartografica commerciale dell’epoca Tokugawa o Edo (1603-1867). Il suo colophon indica che è stata stampata e pubblicata a Edo e Kyoto dall’editore Izumoji Manjirō, nel 1852, e identifica due autori: come responsabile della zōtei, ovvero della revisione ed espansione, Suzuki Kien, una figura su cui non si dispone di dettagliate notizie biografiche, ma che produsse svariate mappe e testi di natura educativa a cavallo fra...

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Il Giapponismo e Belle Époque in Italia. Il manifesto e le cartoline per l’opera lirica “Iris” di Pietro Mascagni

Scritto da Antonella Aricò -
Il Giapponismo e Belle Époque in Italia

Vittorio Pica, critico d’arte e grande appassionato del Giapponismo promosse l’arte giapponese sul territorio italiano con la pubblicazione de “L’Arte dell’Estremo Oriente” nel 1894. Quest’opera è considerata una pietra miliare in Italia tra la fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, affermando lo studio dei grandi maestri giapponesi da Hokusai, Hiroshige, a Utamaro, fino a Kuniyoshi.

La semplificazione delle forme, la dinamicità e l’uso dei colori a campiture piatte ammirate nelle stampe ukiyo-e “Mondo Fluttuante”; divennero le basi principali dei manifesti pubblicitari che “illuminarono” le strade, i teatri e i centri commerciali delle città europee della Belle Époque...

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