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Temi Zen

Il compito di questa redazione è sempre stato quello di assistere gli autori, delegando la descrizione del concetto di “zen” ai loro racconti ed alle loro esperienze, ma è stato anche quello di divulgare date ed incoraggiare alla partecipazione di eventi/corsi/manifestazioni asiatiche in tema zen.
Un istruttore Ddm (法鼓山, Dharma Drum Mountain) ci fece notare la scarsa diffusione, in Italia, di informazioni sull'insegnamento "Chan" e sulle origini dello zen e ci indusse ad integrare i nostri articoli per consentire, a chi fosse interessato, l’approfondimento delle vicissitudini storiche da cui ebbe origine la "cultura zen". Ciò che in particolare abbiamo voluto documentare è il percorso storico dello zen nel corso dei secoli.
Secondo quanto riportato dalle leggende, il primo “portatore di consapevolezza” disse ai suoi discepoli di non scrivere alcuna regola, affinché la trascrizione dei concetti non disperdesse la coscienza pura.
Si narra che i primi “illuminati” siano divenuti tali per induzione, solo grazie all’ascolto delle parole di Gautama Buddha e tramite il contatto con il medesimo e che, al conseguimento della “visione”, essi non necessitassero di ulteriori risposte o indicazioni. Nel tempo l’insegnamento fu trascritto e trasformato in un insieme di regole che si diffusero nei territori circostanti ed in altri stati.
I primi messaggeri della nuova dottrina offrirono solo sé stessi a garanzia degli insegnamenti che recavano in dono, ma fu sufficiente per ottenere ascolto presso i potenti, spesso disposti anch'essi a sottoporsi a rigide discipline per conseguire la libertà interiore.
Con il tempo, molti concetti zen furono sostituiti da ciò che in origine ne identificava unicamente la forma esteriore e le definizioni, inerenti a percorsi spirituali, furono utilizzate per scopi commerciali.
Attualmente l'aggettivo “zen” è abbinato a situazioni o pratiche estranee sia allo zen giapponese che ai suoi precursori e tra le tante, moderne approssimazioni, impallidisce sempre più l'eredità di queste scuole millenarie, istituite da uomini straordinari.
Precursori di ogni insegnamento zen furono i maestri dell’antica Cina:

"Negli anni successivi all’introduzione del buddismo, i giapponesi ripudiarono i loro valori e tendenze artistiche originali, dedicandosi all’imitazione della cultura cinese ed alla riproduzione delle arti del buddismo continentale. Le tribù insulari del Giappone, adoratrici della natura, intimidite dalla religione della Cina ed impressionate dalla maniera con la quale l’imperatore cinese governava il proprio paese, si accinsero a ricalcarne la forma di governo. I precedentemente illetterati giapponesi adottarono il sistema di scrittura cinese che restò in uso finché essi stessi non forgiarono uno proprio, semplificato, basato sull'alfabeto-sillabario giapponese. Adottati i sistemi amministrativi della Cina, nel 710 i sovrani giapponesi consacrarono Nara (奈良市), una replica in miniatura della capitale cinese Chang'an (長安) che presto fu ricca di templi e pagode in stile cinese. Sacerdoti giapponesi frettolosamente ordinati recitavano scritture buddiste che a stento capivano, mentre l’aristocrazia locale si mostrava in abbigliamento cinese recitando versi di poeti Tang. In epoca medievale fu anche importata e resa “arte zen” ufficiale, la pittura cinese ad inchiostro, mentre elementi architettonici shintoisti furono integrati con ornamenti propri dei monasteri chan cinesi: il risultato fu la classica casa giapponese zen."
Th. Hoover, Zen Culture

Se desiderate approfondire, vi invitiamo a proseguire la lettura nella sezione dedicata alla Storia dello Zen.

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