Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

Quando dici Hiroshima: Kurihara Sadako e la poetica della bomba atomica

Scritto da Daniela Travaglini -
Quando dici Hiroshima

Il 6 agosto del 1945 segna l'inizio di una minaccia che incombe sull’umanità. Comincia l’era nucleare.

In seguito allo scoppio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, si afferma la genbaku bungaku 原爆文学, la "letteratura della bomba atomica", con centinaia di testimonianze scritte in forma di diari, racconti brevi e poesie, romanzi e pièce teatrali: si tratta di un genere letterario che si identifica in uno specifico evento storico, e non in base ad aspetti formali del testo, e ciò ha fatto sì che spesso fosse messo in discussione il reale valore artistico del genere.

Nonostante le forti critiche mosse a questo genere, c’è da considerare che per i sopravvissuti l’imperativo assoluto e morale fosse quello di raccontare e di descrivere la realtà dei fatti il più fedelmente possibile: esigenza che si è scontrata con la questione della memoria, e quindi di quale fosse il ruolo della letteratura, in quanto rappresentazione e documentazione di un evento storico drammatico.

Le opere sulla bomba atomica vengono solitamente classificate secondo tre fasi distinte...

Continua

Il cammino di Shikoku (prima parte)

Scritto da Luigi Gatti -
Il cammino di Shikoku

In Giappone vi sono molti pellegrinaggi religiosi. Uno dei più conosciuti a livello internazionale è l’itinerario buddhista che si sviluppa lungo il perimetro della più piccola tra le quattro isole principali del Giappone, l’isola di Shikoku, che dà il nome al Cammino.

Il percorso forma un anello di circa 1200 chilometri e collega 88 templi buddhisti, distribuiti tra le quattro (Shi) prefetture (Koku) che compongono l’isola: Tokushima, Kochi, Ehime e Kagawa. I templi si trovano in aree urbane, in zone rurali, lungo le scogliere e nel mezzo delle foreste di cedri secolari e tutti sono legati alla storia e alle infinite leggende relative a Saeki no Mao, l’ottavo patriarca del Buddhismo Shingon (Il Buddhismo della parola vera), conosciuto con il titolo onorifico: Kōbō Daishi.

Il Cammino di Shikoku è dedicato alla figura del monaco asceta Kōbō Daishi,  all’anagrafe Saeki no Mao, nato nella seconda metà dell’ottavo secolo nella prefettura di Kagawa, figlio di rinomati nobili in decadenza.  Al termine degli studi superiori si dedicò all’apprendimento della lingua cinese per poi iscriversi all’università di Nara, in quegli anni capitale del Giappone. Fu Proprio a Nara che Saeki no Mao iniziò ad interessarsi al Buddhismo, in particolar modo alla letteratura sacra in sanscrito e alla pratica della meditazione. Quest’ultima disciplina lo colpì a tal punto da...

Continua

Kabuto: funzioni e simboli dell’elmo giapponese

Moira Luraschi -
Kabuto: funzioni e simboli dell’elmo giapponese

Insieme alla corazza (), una caratteristica costante delle armature giapponesi, dalle più semplici a quelle appartenenti ai grandi samurai, è la protezione per il capo e si ritrova nei corredi delle armature giapponesi fin dai tempi più antichi. Non prenderemo qui in considerazione i semplici jingasa, utilizzati dai bassi ranghi degli eserciti e da altri soldati semplici come i fanti (ashigaru) e realizzati a forma conica in pelle o metallo a volta laccati, e neanche gli elmi in maglia metallica e ripiegabili (kusari kabuto detti anche tatami kabuto). In questa sede si considereranno invece i kabuto, ovvero gli elmi dei samurai di alto rango.

Continua

Il Kirin di Meinertzhagen

Roberto Gaggianesi -
Il Kirin di Meinertzhagen

Capita di frequente a noi collezionisti di affezionarci ad un nostro pezzo per motivi imperscrutabili: molto spesso l’innamoramento è legato ad uno dei primi acquisti, oppure, con un po’ di romanticismo, al ricordo particolare di una trouvaille oppure, quello più fatale, alla convinzione, non sempre avvalorata, che ci porta ad innalzare il nostro "unicum" a onori fantasiosi diventando, a questo punto, il pezzo raro e straordinario da mostrare con orgoglio prima ai famigliari, poi agli amici ed infine... al mondo intero.

Fatta questa premessa, che non nascondo che a volte, seppur in forma più blanda, ha coinvolto anche il sottoscritto, vorrei non essere assolutamente frainteso sull’argomento trattato. Non c’è nessun spirito polemico, né intenzione di confutare o contestare valutazioni e documentazioni di collezionisti ed esperti assolutamente più qualificati di chi scrive. L’intento é invece quello di soffermarmi su alcune affermazioni o solo aneddoti e farvi partecipi di alcune riflessioni su un netsuke sicuramente famoso di cui si è scritto a partire dagli anni ’50 (1950) fino ad arrivare ai giorni nostri ...

Continua

Il disegno giapponese (terza e ultima parte)

Franco Fusco -
Il disegno giapponese (terza e ultima parte)

Altro autore assai popolare del genere gekiga è Kojima Gōseki, autore della saga di Kozure Ōkami pubblicata su Manga Action dal 1970 al 1976. È la storia del rōnin Ogami Ittō, che percorre il Giappone feudale in cerca di vendetta, trascinandosi appresso in un carretto il piccolo figlio Daigorō. Nelle scene dei duelli è evidente il riferimento alle immagini di Kuniyoshi e Yoshitoshi

Il fumetto di Kojima, dal 1987, è stato pubblicato in America col titolo di Lone Wolf and Cub (“Lupo solitario e cucciolo”) con copertine disegnate da Frank Miller. Inoltre ne è stata tratta una serie di film televisivi, visti anche in Italia col titolo Samurai - Lupo solitario.

Dello stesso genere sono i fumetti ispirati alla vita del maestro...

Continua