La sublime delicatezza della pittura coreana

Scritto da Jinelle Vitaliano -

Nel corso dei secoli gli artisti coreani hanno prodotto un corpus di opere che, nonostante condividessero tratti comuni con i Paesi confinanti, possedevano caratteristiche uniche, che espressero una visione unica del mondo. I dipinti di genere del periodo Chosŏn (1392-1910) documentarono le pratiche quotidiane e i costumi dell'epoca. Inoltre vennero raffigurati leggendari paesaggi, ricchi di piante e animali indigeni, rivelando una forte connessione con la natura circostante. Vivere in un paesaggio costituito da cime acuminate, profonde valli e ampi fiumi, plasmò il popolo coreano, che trattò la natura con profonda riverenza. Questo rispetto per la natura è evidente nei dipinti coreani, la cui estetica è espressa da linee delicate, forme sinuose e colori naturali. I dipinti mostrano una naturalezza che emoziona lo spettatore con la sua umiltà e una bellezza riscontrabile sia nell'interezza dell'opera che nei dettagli. Come per la pittura occidentale, anche la pittura tradizionale coreana annovera molte forme e generi. I dipinti paesaggistici, conosciuti con il nome di Sansuhwa (산수화) “dipinti dei monti e delle acque”, presentavano inizialmente paesaggi idealizzati, in seguito scenari panoramici del territorio coreano.

La pittura di genere, ritrasse la quotidianità dei nobili e del popolo vissuti durante il periodo Chosŏn. A differenza dei dipinti di paesaggio, che tendavano ad essere sobri e monocromatici, queste opere vennero rese con colori vividi. I dipinti popolari venivano realizzati per la gente comune da artisti raramente noti. Risalgono in gran parte alla fine dell’epoca Chosŏn e sono suddivisi in diversi generi. Ritratti e persino autoritratti, furono una forma comune di pittura durante il periodo Chosŏn. I soggetti raffigurati erano solitamente re, sudditi meritevoli, funzionari, aristocratici e monaci buddisti. Va notato che, oltre alle figure di pittori professionisti, molte opere furono dipinte anche da nobili e persino da gente comune. Per i coreani dipingere era parte integrante della vita, un modo per esprimere il proprio spirito ed è questo che rende la loro arte così accessibile e umana. La pittura tradizionale coreana rientra nell'ambito della pittura orientale, di conseguenza fa utilizzo di inchiostro indiano e carta di riso, similmente ai dipinti cinesi e giapponesi. La sua caratteristica più distintiva, tuttavia, è che apprezza esteticamente linee e spazi vuoti, mentre le immagini vengono espresse attraverso la luce e le tonalità dell'inchiostro e raffigura gli oggetti come esecuzioni metaforiche dell'inchiostro, piuttosto che come forme realistiche, rendendo ciò che si vede in un dipinto coreano, dipendente dalla percezione personale. I materiali, gli attrezzi usati e i soggetti rappresentati sono fattori importanti, ma più di ogni altra cosa, è importante lo spirito che anima ogni opera. La Corea possiede un’antica topografia, caratterizzata da linee e forme diverse, e poiché possiamo trovare grandi vette come quelle del Monte Chiri e linee potenti come quelle del Monte Sŏrak, la dolcezza del paesaggio naturale si armonizza con la durezza di questi elementi. All'interno di questo ambiente naturale, il popolo coreano sviluppò una disposizione mite e calorosa, di conseguenza le scene artistiche sono espresse in linee delicate e forme generose, anche là dove esprimono impetuosità. I colori base blu, rosso, bianco, nero e giallo vengono adattati all'ambiente naturale, facendo uso di toni medio luminosi e chiari. Sin dai tempi più antichi, lo schema tradizionale dei colori fu ispirato dal concetto dell’Ŭmyangohaeng ( 음양오행- rappresentazione dei cinque elementi). Questa combinazione di colori presenta una filosofia, secondo la quale il mondo ha avuto origine da due forze, yin e yang, forze che hanno creato i cinque elementi, o ohaeng: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Su questa base, i colori tradizionali coreani vengono chiamati obang, che letteralmente significa “le cinque direzioni del colore”, ovvero: il giallo che rappresenta il centro e la terra, venne utilizzato principalmente per gli abiti del re, perché considerato il più nobile dei colori. Il blu rappresenta l’est e il legno, simboleggia la primavera, quando tutto torna alla vita, significa creazione e viene utilizzato per augurare buona fortuna. Il bianco è simbolo del metallo, dell’ovest e dell’autunno. Il rosso rappresenta il sud, il fuoco, il fervore e l’affetto, è il colore che esorcizza gli spiriti maligni. Il nero rappresenta il nord e l’acqua, controlla la saggezza umana.

La pittura popolare

I dipinti popolari Minhwa (민화), iniziarono la propria ascesa a partire dal XVII al XIX secolo, ad essi fu riservato un grande interesse fino alla fine del periodo Chosŏn. Il popolo, che era riuscito ad accrescere le proprie finanze, desiderava acquistare opere per arredare le proprie abitazioni. Questi dipinti furono generalmente realizzati da artisti anonimi o erranti privi di una formazione artistica. I dipinti realizzati da pittori professionisti, erano di difficile comprensione per le persone comuni, che invece aspiravano a immagini in cui potersi identificare. Questo generò l’impulso per la nascita del genere popolare, un’espressione onesta della quotidianità, delle credenze e delle aspirazioni delle persone comuni dell’epoca, libera da vincoli formali. Moltissimi erano i soggetti: dipinti di uccelli e fiori Hwajodo (화조도) - comprende molte opere di qualità superiore grazie ai colori vividi. Alcuni dipinti raffigurano una pianta, un animale, un minerale, mentre altri ritraggono una combinazione di soggetti. Le pitture vegetali raffigurano bambù, pini, melograni e peonie, mentre dipinti di animali mostrano cervi, fenici, conigli e gru, di solito in coppia. Questi soggetti sono spesso raffigurati in armonia con gli elementi naturali.

Dipinti di peonie Morando (모란도) - La peonia è simbolo di nobiltà e ricchezza. Molti morando raffigurano rocce alla base dei fiori. Le foglie sono colorate di verde o blu, i fiori in rosso o giallo e le rocce in blu o rosso. Il primo insieme di colori rappresenta gli uomini, mentre il secondo le donne. Queste immagini esprimono il desiderio di una vita confortevole, piena di ricchezza, status sociale elevato e armonia tra i sessi. Questi dipinti sono stati spesso utilizzati per matrimoni, collocati nella stanza di una coppia appena sposata o nel santuario di uno sciamano.

Dipinti raffiguranti fiori di loto Yŏnhwado (연화도) - Il loto era originariamente rappresentato nei dipinti buddisti, ma in seguito venne raffigurato anche all’interno dei minhwa. Solitamente il loto non era raffigurato come unico soggetto, ma come parte di uno stagno contenente pesci, uccelli acquatici e farfalle. I colori utilizzati in questi dipinti popolari sono generalmente pacati, evocando un'immagine fresca. Per questo motivo queste immagini erano spesso usate per decorare le abitazioni durante il periodo estivo.

Dipinti di gazze e tigri Chagodo (자고도) - composti da una tigre, posta sotto un grande pino su cui una gazza si poggia starnazzando. La tigre, antropomorfizzata, è rappresentata con un'espressione grottesca. Secondo la tradizione coreana, la tigre è messaggera delle divinità di montagna, nonché animale intelligente che aiuta l’uomo. La gazza, invece, è presagio di buone notizie e, allo stesso tempo, messaggera delle divinità che sovrintendono alla fortuna e sfortuna umana. Si dice che le divinità del santuario inviino la gazza ai quattro angoli della terra per trasmettere le loro profezie alla tigre.

Dipinti rappresentanti la divinità della montagna e il re drago - hanno origine da due figure mitologiche coreane molto importanti, Dangun e Munmu. Dangun è il leggendario progenitore della stirpe coreana che, secondo la leggenda, è divenuto il primo sansin, divinità della montagna. Si dice che re Munmu, del Regno di Silla sia diventato il re drago dopo la morte e i suoi resti siano stati sepolti nel Mar Orientale, in conformità alla sua volontà. Le loro immagini sono esposte in santuari di montagna o del mare, come custodi della pace e della prosperità della nazione.