Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

Aikidō è amore?

di Chiara Bottelli -
“Le origini dell’Aikidō” - Il libro di Chiara Bottelli

Nonostante tutte le botte che mi sia presa nella mia breve ma intensa attività aikidoistica, ho sempre pensato che qualche fondo di verità potesse esserci, nell’affermazione del mio maestro che mi spronava a continuare.

Non è tuttavia così semplice associare l’idea di amore, fratellanza e armonia universale a un’arte marziale, che per definizione esprime concetti totalmente opposti.

E’ stato così che alla fine dei miei studi di lingua e cultura giapponese, ho potuto approfondire questo aspetto nella tesi di laurea presso l’Università di Torino, avendo modo di ripercorrere le fasi della gestazione dell’aikidō e di esplorare il periodo storico, sociale e politico in cui questa ha avuto luogo.

Conosciamo bene la biografia del fondatore Ueshiba Morihei (植芝盛平, 1883-1969), ma che cosa succedeva in Giappone nel periodo della sua giovinezza, che cosa significa all’interno della cultura giapponese il rispetto per la natura, le pratiche sciamaniche, gli esercizi di purificazione, gli stati di allucinazione...

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L'arte giapponese dal secondo dopoguerra

Cristina Solano – Giappone in Italia -
“Le origini dell’Aikidō” - Il libro di Chiara Bottelli

I profondi e traumatici cambiamenti avvenuti in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale hanno certamente scosso violentemente, ma non minato nel profondo la sua solida cultura, anzi, il clima del dopoguerra è sicuramente stato terreno fertile per la nascita di importanti movimenti artistici che, spesso, hanno anticipato ciò che, in arte, sarebbe poi avvenuto in Occidente.

Un nuovo concetto di arte, più libero e sperimentale, senza limiti e regole precise, che si concretizza nell'unione dello spirito con la materia, ispira e muove i componenti del gruppo Gutai, che nasce come espressione dell'energia repressa durante le restrizioni del periodo post bellico. É con questa idea comune che Murakami Saburo, Atsuko Tanaka, Kazuo Shiraga e altri artisti, si uniscono ad Osaka nel 1954, sotto la guida carismatica di Jiro Yoshihara, pionere dell'arte astratta, e Shozo Shimamoto, che aveva pensato al nome del gruppo proprio con il significato ambivalente di "concretezza" o "incarnazione". Così, in una scena artistica in cui i riflettori erano tutti puntati verso l'Occidente, il gruppo Gutai, dall'estremo Oriente, si fa notare mostrando la sua doppia anima: quella pittorica, legata al comune clima planetario dell'Informale, con la ricerca sul gesto e sul segno, anche coerente con l'antica arte della calligrafia (Shodo) e l'altra performativa, le cui azioni avrebbero influenzato gli artisti occidentali, che di lì a poco avrebbero seguito il loro esempio con lo sviluppo degli "Happening". Ciò che proponevano è stata

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Intrecci giapponesi: l'Arte del Bambù

Intrecci giapponesi: l'Arte del Bambù

Galleria Renzo Freschi/Oriental Art di Milano
Fino al 11 giugno 2016 - Via Gesù, 17 - Milano (Italy)
Telefono 02 79.45.74

Pagine Zen ha il piacere di presentare l'importante mostra in corso presso la Galleria di Milano “Renzo Freschi/Oriental Art”, attraverso una sintetica sequenza di immagini e la pubblicazione dell'introduzione del gallerista Renzo Freschi.


Come il vuoto è definito dal tutto, così il “tutto” del bambù si sviluppa intorno al vuoto: con pareti che nulla contengono, esso diventa metafora di un paradosso zen, un apparente nonsenso che acquista valenza spirituale.

Forse anche per questo significato profondo e per la sua naturale eleganza il bambù è spesso associato alla cerimonia del the, all'ikebana e a rituali religiosi. La sua lavorazione ha radici molto antiche, ma è soprattutto durante il periodo Meiji (1868-1912) che si sviluppa e si diffonde una produzione artigianale decisamente innovativa e particolarmente raffinata.

La nascita del “Giapponismo” in Europa nella seconda metà dell'800 e le Esposizioni Universali dei primi decenni del '900, in cui il Giappone espone anche selezionati oggetti in bambù, crea un grande apprezzamento e fa nascere un collezionismo anche nel mondo Occidentale.

In Giappone la lavorazione del bambù assurge a vera ed esclusiva Arte che favorisce lo sviluppo ...

Pagine Zen ha il piacere di presentare l'importante mostra in corso presso la Galleria di Milano “Renzo Freschi/Oriental Art”, attraverso una sintetica sequenza di immagini e la pubblicazione dell'introduzione del gallerista Renzo Freschi.

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Il Sole si leva sull'Alma Mater. I Principi del Giappone a Bologna

di Pier Giorgio Girasole -
Il Sole si leva sull'Alma Mater. I Principi del Giappone a Bologna
Il giorno 13 Maggio 2016 è giunto in visita nella città di Bologna, sede della più antica università d'Europa fondata nel lontano 1088, Sua Altezza il Principe Akishino del Giappone in compagnia della consorte, la Principessa Kiko.
La coppia regale ha fatto sosta nel capoluogo emiliano come tappa di un tour italiano, iniziato a Roma con gli incontri a Palazzo Chigi, Quirinale e Vaticano, in occasione dei 150 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

La giornata di venerdì si è così aperta con l'accoglienza delle Loro Altezze presso l'Alma Mater dell'ateneo bolognese, cuore storico e simbolico dell'antica istituzione. Qui, accompagnati dall'Ambasciatore giapponese Kazuyoshi Umemoto e consorte, hanno incontrato il Magnifico Rettore Francesco Ubertini, la Prorettrice per le Relazioni internazionali Alessandra Scagliarini ed il Delegato per i Paesi dell’Asia Antonio Fiori. Ovviamente non sono mancati i saluti ad alcuni fortunati studenti con cui le Loro Altezze si sono trattenute piacevolmente.
Notevole la curiosità come l'abilità nel ...
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La Via del Noh

Pagine Zen, Rossella Marangoni -
La Via del Noh

Pagine Zen: In cosa il Noh è assimilabile alla fotografia e, in particolare, al tuo modo di vivere la fotografia? E quanto, dopo questa esperienza, il Noh, con la sua estetica e la sua grande tradizione, è penetrato nella tua sensibilità di fotografo?

Fabio Massimo Fioravanti: E’ un discorso lungo e complesso. Il mio modo di fotografare è stato influenzato molto dal cinema classico giapponese (il cinema di Kurosawa, Ozu, Ichikawa, Mizoguchi, Oshima) che amo molto e che ho studiato negli anni dell’Università grazie anche al prof. Mario Verdone. E dato che questo cinema ha forti debiti con il Noh – penso in particolare al grande regista Ozu ed al suo Tokyo monogatari, ed a Ichikawa ed al suo Biruma no tategoto, con le loro rigorose e geometriche inquadrature vicine visivamente al mondo del Noh – credo che tutto questo sia passato nel mio modo di fotografare e comporre lo spazio dell’inquadratura. Devo molto anche alla ...

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