Pagine Zen 139

maggio / settembre 2026
Il maestro Zen Kōdō Sawaki Rōshi (1880-1965), seduto in zazen
Sommario
  • A proposito di Zazen
  • 非思量 Hishiryō
  • Bianco, nero, rosso. I tre colori della bellezza. (seconda e ultima parte) Il nero e il rosso
  • Pensieri di acciaio e visioni di vetro Una retrospettiva sull’architettura giapponese contemporanea
  • Sekisui-zu. Una mappa nazionale del Giappone al Museo d'Arte Orientale di Venezia
  • Il Giapponismo e Belle Époque in Italia Il manifesto e le cartoline per l’opera lirica “Iris” di Pietro Mascagni
  • Corea - Hong Kiltong Oltre il romanzo
  • L'astronomia nell'antica Cina Scienza, potere e cosmologia: l'evoluzione delle visioni cosmologiche cinesi fino all'incontro con la scienza occidentale alla fine del XVI secolo.
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A proposito di Zazen

Scritto da Anna Maria Shinnyō Marradi -
A proposito di Zazen

Il termine zazen è composto dai due caratteri: za, stare seduti e zen, traslitterazione del termine sanscrito dhyana, meditazione, concentrazione, la quinta delle pāramitā, le virtù trascendenti del Bodhisattva. Dire zazen equivale a dire Zen, poiché la meditazione seduta è così centrale e pervasiva che si può intendere come la pratica stessa della Tradizione.

Dōgen, capostipite del Sōtō, infatti non ha mai parlato di Scuola Zen, ma solamente di zazen e in origine era in vigore la denominazione Zazenshū, Scuola della meditazione seduta. È stato poi con il passare del tempo che in forma abbreviata è stata detta Zenshū, Scuola Zen.

Nel Buddhismo Sōtō lo zazen è praticato in shikantaza, “sedersi e semplicemente essere” concentrati esclusivamente sulla seduta. Shikan, partecipazione totale, diventare tutt’uno con il processo in sé, ta, colpire, za, stare seduti...

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Pagine Zen 133

maggio / agosto 2024
“Dipinto di attività femminili - bonsai”, 1905, collezione privata. Chikanobu “Bonsai” da Fujin Shoreishiki no zu (Etichetta femminile), trittico – 1905
Sommario
  • Il bonsai nel Giappone di periodo Meiji
  • 如幻 Nyogen Come un sogno
  • Sulla via dello Zen e dell'arte marziale La mia esperienza
  • Sulle tracce della divinità cinese
  • Neko mon amour Il gatto e il Giappone
  • Emaki Un breve profilo storico
  • Quando gli animali parlano Antropomorfismo e censura nel periodo Edo
  • Il complesso tombale coreano di Koguryŏ
  • Ikebana svelato
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Sulla Via dello Zen e dell’Arte Marziale

Scritto da Paolo Taigō Spongia -
Sulla Via dello Zen e dell’Arte Marziale

Avevo 13 anni quando ho iniziato a praticare e mi ci volle poco tempo per percepire che dietro l'esercizio del Karate, dietro all’evidente dinamismo del fine marziale, doveva esserci una radice che aveva a che fare con una profonda conoscenza di sé stessi e di sé stessi nel mondo. Cominciai a cercare ossessivamente questa radice.

Ero assalito dai dubbi sulla pratica, perchè questa, nel Karate, mi veniva proposta strettamente appiattita all’aspetto atletico, sportivo e agonistico, perché è in questa forma superficiale e riduttiva che il Karate si è diffuso nel mondo ed in particolare in Italia.
Mentre mi dibattevo in questa ricerca animata da dubbi e perplessità sono inciampato nello Zen...

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