Pagine Zen 139

maggio / settembre 2026
Il maestro Zen Kōdō Sawaki Rōshi (1880-1965), seduto in zazen
Sommario
  • A proposito di Zazen
  • 非思量 Hishiryō
  • Bianco, nero, rosso (seconda e ultima parte) I tre colori della bellezza
  • Pensieri di acciaio e visioni di vetro Una retrospettiva sull’architettura giapponese contemporanea
  • Sekisui-zu. Una mappa nazionale del Giappone al Museo d'Arte Orientale di Venezia
  • Il Giapponismo e Belle Époque in Italia Il manifesto e le cartoline per l’opera lirica “Iris” di Pietro Mascagni
  • Corea - Hong Kiltong Oltre il romanzo
  • L'astronomia nell'antica Cina Scienza, potere e cosmologia: l'evoluzione delle visioni cosmologiche cinesi fino all'incontro con la scienza occidentale alla fine del XVI secolo.
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Il Giapponismo e Belle Époque in Italia

Scritto da Antonella Aricò -
Il Giapponismo e Belle Époque in Italia

Vittorio Pica, critico d’arte e grande appassionato del Giapponismo promosse l’arte giapponese sul territorio italiano con la pubblicazione de “L’Arte dell’Estremo Oriente” nel 1894. Quest’opera è considerata una pietra miliare in Italia tra la fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, affermando lo studio dei grandi maestri giapponesi da Hokusai, Hiroshige, a Utamaro, fino a Kuniyoshi.

La semplificazione delle forme, la dinamicità e l’uso dei colori a campiture piatte ammirate nelle stampe ukiyo-e “Mondo Fluttuante”; divennero le basi principali dei manifesti pubblicitari che “illuminarono” le strade, i teatri e i centri commerciali delle città europee della Belle Époque...

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Pagine Zen 117

gennaio / aprile 2019
La cortigiana Hanamurasaki di Tamaya - Utamaro - 1790 circa - (Immagine MET di New York, particolare) - Immagini come questa hanno certamente influenzato l'arte di Tanaka Ikko e bene rappresentano l'importanza dei capelli, delle acconciature, di pettini e accessori per la cultura giapponese.
Sommario
  • Leggiadre visioni Pettini e acconciature giapponesi tra storia e mondanità
  • L'arte di Tanaka Ikko Dalla cultura classica alla contemporaneità
  • Foschia mattutina 曉嵐
  • Il cammino di Shikoku
  • Quando dici Hiroshima Kurihara Sadako e la poetica della bomba atomica
  • La traduzione in ambito yamatologico Alcune considerazioni
  • In volo sotto i raggi della luna d’autunno Una veduta prospettica nell’esposizione permanente dei dipinti del Museo d’arte orientale di Venezia
  • Bonsai La prima apparizione documentabile
  • Japonismes/Impressionnismes
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Intrecci giapponesi: l'Arte del Bambù

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Intrecci giapponesi: l'Arte del Bambù

Galleria Renzo Freschi/Oriental Art di Milano
Fino al 11 giugno 2016 - Via Gesù, 17 - Milano (Italy)
Telefono 02 79.45.74

Pagine Zen ha il piacere di presentare l'importante mostra in corso presso la Galleria di Milano “Renzo Freschi/Oriental Art”, attraverso una sintetica sequenza di immagini e la pubblicazione dell'introduzione del gallerista Renzo Freschi.


Come il vuoto è definito dal tutto, così il “tutto” del bambù si sviluppa intorno al vuoto: con pareti che nulla contengono, esso diventa metafora di un paradosso zen, un apparente nonsenso che acquista valenza spirituale.

Forse anche per questo significato profondo e per la sua naturale eleganza il bambù è spesso associato alla cerimonia del the, all'ikebana e a rituali religiosi. La sua lavorazione ha radici molto antiche, ma è soprattutto durante il periodo Meiji (1868-1912) che si sviluppa e si diffonde una produzione artigianale decisamente innovativa e particolarmente raffinata.

La nascita del “Giapponismo” in Europa nella seconda metà dell'800 e le Esposizioni Universali dei primi decenni del '900, in cui il Giappone espone anche selezionati oggetti in bambù, crea un grande apprezzamento e fa nascere un collezionismo anche nel mondo Occidentale.

In Giappone la lavorazione del bambù assurge a vera ed esclusiva Arte che favorisce lo sviluppo ...

Pagine Zen ha il piacere di presentare l'importante mostra in corso presso la Galleria di Milano “Renzo Freschi/Oriental Art”, attraverso una sintetica sequenza di immagini e la pubblicazione dell'introduzione del gallerista Renzo Freschi.

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