Pagine Zen 111

gennaio / aprile 2017
Kawase Hasui - Kinkakuji Temple, evening Snow
Sommario
  • 雪の幽玄 Yuki no yūgen Suggestioni di neve
  • I due guardiani del buddha Yakushi
  • Zen e bugia: fra arte e religione
  • 無必然 “Non ineluttabile”
  • I monaci delle montagne Sul monte Haguro con gli Yamabushi
  • Io l’ho visto! Nakazawa Keiji, mangaka testimone dell’atomica
  • Yumi L’arco giapponese: com’è fatto e come funziona
  • Calligrafia cinese: Corso base Un importante strumento di studio
  • Buio sotto il faro Scritti di un giapponese a Napoli
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Yumi: l'arco giapponese

Carlo Broggi
Togo Shigemochi, Satsuma Heki ryu

Il tipo di arco di cui parleremo in questo articolo è quello tradizionale in bambù. Oggi esistono modelli di yumi realizzati in fibre sintetiche, fibra di vetro o carbonio, che consentono di limitare i costi di produzione, i tempi di realizzazione e di tenere basso il prezzo di vendita, rendendo questi archi accessibili a tutti. Proprio per queste caratteristiche, gli archi di fibra sono i più usati dai principianti e dagli studenti, che hanno bisogno di attrezzature durevoli, economiche e che richiedono poca manutenzione. L’arco in bambù invece richiede una buona esperienza non solo nel tiro, ma anche nella conoscenza dei materiali e dell’equipaggiamento. Ancora oggi, come in passato, sebbene esista una vasta produzione di yumi in bambù, realizzati da valenti yumishi (costruttori di archi), l’arciere esperto preferisce realizzare da sé il proprio arco, acquistando solitamente un fujibanashi, cioè un arco grezzo, incollato ma non ancora finito, per poi sagomarlo dandogli la forma e la potenza più adatta al suo livello tecnico.

La globalizzazione del mercato e la crescente richiesta ha purtroppo influito sulla...

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