Blanc de Chine

Scritto da Carla Gaggianesi
Blanc de Chine

Il nome “Blanc de Chine”, del tutto descrittivo, fu dato da due studiosi francesi nel 19° secolo allo scopo di descrivere la porcellana bianca che dalla Cina, veniva importata, in piccole quantità, in Europa dalla fine del 17° secolo. I cinesi, per le stesse porcellane, hanno sempre adottato il nome BAI CI (bai bianco; ci porcellana) per indicare quella finissima porcellana da loro sempre ammirata e preferita in quanto, pare, accostassero il colore alla giada bianca o all’avorio (sostituto della giada ma notevolmente meno costoso), si può addirittura supporre che il tono rosato di alcuni BdC, altamente apprezzato (anche se un po' macabro), fosse creato per...

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Pagine Zen 119

settembre / dicembre 2019
Torre campanaria, Danjō Garan, Monte Kōya. Foto di Luigi Gatti
Sommario
  • Shikoku e gli 88 Templi Il Cammino del Giappone (seconda e ultima parte)
  • Guardando la cascata del Monte Lu
  • Jisei Le poesie dell'addio
  • Mingei Un movimento alla riscoperta dell'arte popolare
  • Architettura giapponese tradizionale
  • Leggiadre visioni Pettini e acconciature giapponesi tra storia e mondanità - Splendore e ricchezza fra i capelli (terza e ultima parte)
  • Blanc de Chine
  • Strumenti musicali giapponesi al Museo d’Arte Orientale di Venezia
  • Akaito Archeologi e antropologi all’ombra del Sol Levante
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