Quando dici Hiroshima

Scritto da Daniela Travaglini
Quando dici Hiroshima

Il 6 agosto del 1945 segna l'inizio di una minaccia che incombe sull’umanità. Comincia l’era nucleare.

In seguito allo scoppio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, si afferma la genbaku bungaku 原爆文学, la "letteratura della bomba atomica", con centinaia di testimonianze scritte in forma di diari, racconti brevi e poesie, romanzi e pièce teatrali: si tratta di un genere letterario che si identifica in uno specifico evento storico, e non in base ad aspetti formali del testo, e ciò ha fatto sì che spesso fosse messo in discussione il reale valore artistico del genere.

Nonostante le forti critiche mosse a questo genere, c’è da considerare che per i sopravvissuti l’imperativo assoluto e morale fosse quello di raccontare e di descrivere la realtà dei fatti il più fedelmente possibile: esigenza che si è scontrata con la questione della memoria, e quindi di quale fosse il ruolo della letteratura, in quanto rappresentazione e documentazione di un evento storico drammatico.

Le opere sulla bomba atomica vengono solitamente classificate secondo tre fasi distinte...

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Pagine Zen 111

gennaio / aprile 2017
Kawase Hasui - Kinkakuji Temple, evening Snow
Sommario
  • 雪の幽玄 Yuki no yūgen Suggestioni di neve
  • I due guardiani del buddha Yakushi
  • Zen e bugia: fra arte e religione
  • 無必然 “Non ineluttabile”
  • I monaci delle montagne Sul monte Haguro con gli Yamabushi
  • Io l’ho visto! Nakazawa Keiji, mangaka testimone dell’atomica
  • Yumi L’arco giapponese: com’è fatto e come funziona
  • Calligrafia cinese: Corso base Un importante strumento di studio
  • Buio sotto il faro Scritti di un giapponese a Napoli
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Pagine Zen 110

settembre / dicembre 2016
Onna norimono, portantina per dama - Immagine Museo d'Arte Orientale di Venezia.
Sommario
  • Onna norimono, la portantina per damaUn elegante mezzo di trasporto del periodo Edo
  • Haiku: Momenti d'illuminazione
  • Per un elogio della pioggia
  • Aikidō è amore?
  • Immagini del risveglio Eihei Dōgen, l’illuminazione e la realtà concreta
  • 一期一会 Ichigo Ichie "Un incontro, una vita"
  • Doromizu Un Italiano nel ventre di Tokyo
  • L’arte giapponese dal secondo dopoguerra Cenni sui nuovi linguaggi visivi
  • Au Nippon Studio su Salvatore Chimenz, fra due secoli e due mondi
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Haiku: momenti d’illuminazione

Franco Fusco
Haiku: momenti d’illuminazione

Nella cultura giapponese, si può dire che tutto parte dal buddhismo, nel senso che la sensibilità buddhista è presente pressoché in tutte le manifestazioni culturali del Giappone, a partire dalla sua introduzione ufficiale nel Paese, nel VI secolo d. C., e dalla sua rapida ascesa presso le classi dominanti dell’epoca, che lo portò a identificarsi ben presto con lo Stato stesso.

Il principe Siddhārtha Gautama (detto anche Śākyamuni, “il saggio degli Śākya”, śākya significa “potenti”) sarebbe nato a Lumbini, nel Nepal meridionale (all’epoca, uno dei tanti stati che componevano l’India del nord), approssimativamente nel 566 a. C. e, dopo essere divenuto il Buddha (il Risvegliato) storico, all’età di trentasei anni, tenne il primo discorso nel Parco delle Gazzelle, vicino a Varanasi, ai suoi primi cinque discepoli. Morì in India, a Kuśināgara, nel 486 a. C.. Dall’India, dove si estinse completamente intorno al XIII secolo, la sua dottrina si diffuse poi nei Paesi limitrofi.

La nascita dello zen (sanscr. dhyāna; cin. chán) si fa risalire al leggendario monaco Bodhidharma, in giapponese abbreviato Daruma (circa 483-540), 28° patriarca del buddhismo indiano e primo del chán, che sarebbe poi...

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Pagine Zen 112

maggio / agosto 2017
Tachi Koshirae di periodo Edo
Sommario
  • Tachi, katana e wakizashi
  • "Domande e risposte tra i monti"
  • La fortuna di Hiroshige Un Furisode del Museo d'Arte Orientale di Venezia
  • Azuma Kengiro Lo zen si fa scultura
  • Diversa da cosa? La locanda degli amori diversi
  • La forma dell'invisibile
  • Ryō Cercare il fresco, godersi il fresco
  • Womansword
  • Bonsai Origini di una parola riconosciuta universalmente
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Pagine Zen 115

maggio / agosto 2018
Pagoda al tempio Kiyomizu di Kyoto - Foto di Aldo Tollini
Sommario
  • Buddhismo e arte nel medioevo giapponese
  • 精進 Shōjin
  • Otomi Dicerie su una geisha di Edo
  • Il Drago e la Fenice tra Cina e Giappone
  • Mettersi in viaggio Strani incontri lungo la Tōkaidō.
  • Il disegno giapponese Tra manga e comics (seconda parte di tre)
  • La ri-apparizione di Giovanni Battista Sidotti
  • Le lettere dal Giappone (1929) di Maria A. Loschi
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Pagine Zen 116

settembre / dicembre 2018
Elmo da parata ricoperto in lacca nera in stile “zunari kabuto” con vere corna di cervo e cimiero frontale (maedate) a forma di mezza luna crescente. Periodo Taishō-Shōwa.
Sommario
  • Kabuto Funzioni e simboli dell'elmo giapponese
  • Mushotoku 無所得
  • Il Kirin di Meinertzhagen Una leggenda?
  • Buddhismo e arte nel medioevo giapponese
  • Sulla scena del Nō Costumi da teatro del Museo d’Arte Orientale di Venezia
  • Un kami fra i ciliegi Ebisu il sorridente
  • Il diario giapponese di Antonio Locatelli (1923)
  • Il disegno giapponese Tra manga e comics (terza e ultima parte)
  • Un ricordo di Sōseki bambino
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Pagine Zen 117

gennaio / aprile 2019
La cortigiana Hanamurasaki di Tamaya - Utamaro - 1790 circa - (Immagine MET di New York, particolare) - Immagini come questa hanno certamente influenzato l'arte di Tanaka Ikko e bene rappresentano l'importanza dei capelli, delle acconciature, di pettini e accessori per la cultura giapponese.
Sommario
  • Leggiadre visioni Pettini e acconciature giapponesi tra storia e mondanità
  • L'arte di Tanaka Ikko Dalla cultura classica alla contemporaneità
  • Foschia mattutina 曉嵐
  • Il cammino di Shikoku
  • Quando dici Hiroshima Kurihara Sadako e la poetica della bomba atomica
  • La traduzione in ambito yamatologico Alcune considerazioni
  • In volo sotto i raggi della luna d’autunno Una veduta prospettica nell’esposizione permanente dei dipinti del Museo d’arte orientale di Venezia
  • Bonsai La prima apparizione documentabile
  • Japonismes/Impressionnismes
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Izumi Shikibu

Scritto da Rossella Marangoni
Izumi Shikibu

Approfondimento dell'articolo di Rossella Marangoni dal numero 109 di Pagine Zen. Qui vi proponiamo la versione integrale dello scritto con alcune foto.

Poetessa dell'amore venuta dal cielo, tutta la sua vita è stata consacrata all'amore e alla poesia. Scriveva per amore o amava per la poesia? Nel suo spirito queste due cose non erano che una
[] A leggere questa poesia nuova e vivente che segue i moti interiori, non si sente da nessuna parte, né dai sentimenti che esprime né dalle parole con cui si esprime che la poetessa si chiude nell'imitazione. In questo è riuscita con forza a rinnovare il tanka
Nuove, le sue poesie differiscono da quelle che componevano con affettazione e manierismo altri poeti sprovvisti di immaginazione e di passione; la poesia si è trovata arricchita dalla sua viva intelligenza e dal suo grande gusto. I suoi sentimenti e la sua opera sono luce e calore che brillando nello stesso momento procurano al lettore delle emozioni molto forti. Rari sono i poeti che hanno cantato i loro sentimenti reali nel modo in cui lei lo ha fatto. Perché, superando il linguaggio ordinario, Izumi Shikibu era veramente entrata nel mondo della poesia.

Così la più grande poetessa giapponese del XX secolo, Yosano Akiko (1878-1942), nella prefazione alla sua biografia di Izumi Shikibu, Denki onnashijin Izumi Shikibu (sulla rivista Josei, gennaio-marzo 1928), introduce quella che considerava ...
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Pagine Zen 109

maggio / agosto 2016
Maestro Genshiro Inagaki (1911-1995), capo scuola Heki To-ryu.
Sommario
  • Kyudo cenni storici sulla via dell’arco in Giappone
  • La via del Noh intervista a Fabio Massimo Fioravanti, fotografo, autore del libro “La Via del Noh, Udaka Michishige: attore e scultore di maschere”
  • Ritratto all’italiana Edoardo Chiossone ed il Risorgimento giapponese
  • Insui shigen 飲水思源 "Gratitudine"
  • L’altra faccia della Luna Scritti sul Giappone
  • Izumi Shikibu Frammenti di una vita di passione e di poesia
  • Strane Parole. RIA-JŪ vs HIRIA-JŪ: quelli del mondo reale e quelli non
  • Igort: il Giappone a matita Igor Tuveri e i suoi Quaderni Giapponesi
  • Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto
  • Zen 2.0 Kyakka o Miyo
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Pagine Zen 106

maggio - agosto 2015
Sayonara
Sommario:
  • Wabi Sabi Cyber 5 Uno sguardo all’Android-Human Theater
  • Peace Kitchen, Washoku for peace La cucina tradizionale giapponese per diffondere un messaggio di pace.
  • Un uchikake letterario Decori di una sopraveste del Museo d’Arte Orientale di Venezia
  • “L’umana bellezza del mondo” La poesia di Yosano Akiko
  • Il Nichilismo europeo come problema giapponese
  • Strane parole: "bocchi"
  • Wabi Sabi 侘び寂び
  • Il piacere della gru Visita al Museo d’Arte Asiatica di Berlino
  • Pioggia sul viso
  • Mindful Zen 2.0 La via della felicità
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Pagine Zen 105

gennaio - aprile 2015
Takashi Murakami, "Il Ciclo di Arhat" (particolare),  nell'ambito dell'intervista realizzata presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano.

Sommario

  • Intervista a Murakami Takashi Il grande artista de “Il ciclo di Arhat”
  • Introduzione alle arti cinesi della scrittura e dei sigilli con glossario ragionato
  • WA. L’Essenza del design giapponese
  • Il motivo dello shochikubai in tre sakazuki del Museo d'Arte Orientale
  • Ikebana e innovazione non dimenticando la tradizione
  • Oltre la mente mondana 塵外心
  • Pecora 羊
  • “Le fiamme della mia esistenza” Breve Introduzione a Yosano Akiko
  • La cicala dell'ottavo giorno, di Kakuta Mitsuyo
  • Mindful Zen 2.0 La via della felicità
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