Giuseppe Castiglione

Isabella Doniselli Eramo -
Giuseppe Castiglione
In ricordo del tuo lungo servizio al Palazzo Imperiale noi ti assegniamo il titolo di Vice-ministro e doniamo 300 tael d'argento … per mostrare la nostra vicinanza e compassione. Questo è il nostro ordine.

Così il grande e potente imperatore Qianlong scriveva nel luglio 1766 in un editto emanato in morte del suo maestro di disegno e pittore di corte, Lang Shining, al secolo Giuseppe Castiglione. Un onore inaudito nel XVIII secolo da parte di un sovrano nei confronti di un suddito straniero.

Giuseppe Castiglione (Milano, 19 luglio 1688 – Pechino 16 luglio 1766), è un artista italiano e più precisamente milanese, divenuto grande e famoso in Cina, dove ha operato più di 50 anni come pittore di corte a Pechino, al punto che ancora oggi è citato nei più importanti manuali di storia dell'arte con il suo nome cinese Lang Shining; la sua popolarità nella Grande Cina è tale che alcune opere a lui attribuite pochi anni fa sono state battute all'asta a Hong Kong con quotazioni superiori a...

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Blanc de Chine

Scritto da Carla Gaggianesi -
Blanc de Chine

Il nome “Blanc de Chine”, del tutto descrittivo, fu dato da due studiosi francesi nel 19° secolo allo scopo di descrivere la porcellana bianca che dalla Cina, veniva importata, in piccole quantità, in Europa dalla fine del 17° secolo. I cinesi, per le stesse porcellane, hanno sempre adottato il nome BAI CI (bai bianco; ci porcellana) per indicare quella finissima porcellana da loro sempre ammirata e preferita in quanto, pare, accostassero il colore alla giada bianca o all’avorio (sostituto della giada ma notevolmente meno costoso), si può addirittura supporre che il tono rosato di alcuni BdC, altamente apprezzato (anche se un po' macabro), fosse creato per...

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Pagine Zen 119

settembre / dicembre 2019
Torre campanaria, Danjō Garan, Monte Kōya. Foto di Luigi Gatti
Sommario
  • Shikoku e gli 88 Templi Il Cammino del Giappone (seconda e ultima parte)
  • Guardando la cascata del Monte Lu
  • Jisei Le poesie dell'addio
  • Mingei Un movimento alla riscoperta dell'arte popolare
  • Architettura giapponese tradizionale
  • Leggiadre visioni Pettini e acconciature giapponesi tra storia e mondanità - Splendore e ricchezza fra i capelli (terza e ultima parte)
  • Blanc de Chine
  • Strumenti musicali giapponesi al Museo d’Arte Orientale di Venezia
  • Akaito Archeologi e antropologi all’ombra del Sol Levante
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Pagine Zen 121

maggio / agosto 2020
Tsukioka Yoshitoshi, "Mitsushima no Tsubone", dalla serie Specchio delle beltà del passato e del presente, 1875-1876. Museo d'Arte Orientale di Venezia
Sommario
  • Poeti giapponesi Il tempo di una nuova poesia
  • Il Dharma è unico 萬法一元
  • Reiwa 令和 o della Buona Armonia
  • Il fenomeno basara Forza e fascino dell’eccesso
  • Dal Museo d’Arte Orientale di Venezia Una scimmia e due tartarughe
  • Cinquanta e più sfumature di “hara”
  • I bonsai alla quarta Esposizione Mondiale di Parigi del 1889
  • Giuseppe Castiglione artista milanese alla corte dei Qing
  • Guerriere dal Sol Levante a cura di Daniela Crovella, Torino, Edizioni Yōshin Ryū, 2019
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Le porcellane Celadon

Scritto da Carla Gaggianesi -
Le porcellane Celadon

Così Omero, nel VII libro dell’Iliade, descrive le verdi acque dell’Arcadia. E’ a questi versi che la leggenda fa risalire l’origine del nome Celadon per quelle verdi porcellane che, quasi da sempre, ma in modo documentato a partire dal 960 d.C., vengono prodotte in Cina.

Se al più grande poeta dell’antichità classica fa riferimento l’origine più colta del nome Celadon, la più suggestiva ci riporta a quaranta pezzi di porcellana verde donati al Sultano di Damasco da quello d’Egitto Saladino, il cui nome attraverso diversi passaggi linguistici diventerebbe l’attuale Celadon. Ma l’argomentazione più certa ci riporta al colore dei nastri del costume del pastore Celadon, personaggio de L’Astrée, un’opera pastorale di Honoré d’Urfé, autore francese di quel XVI secolo in cui comparvero in Europa i primi Celadon.

Se l’origine del nome si può dire incerta, altrettanto non lo è la loro caratteristica principale, il colore: le porcellane Celadon sono verdi, in un’infinita varietà di sfumature evocative della giada che, da sempre, rappresenta nella cultura cinese l’archetipo della preziosità. Quanto il riferimento alla gemma fosse importante è confermato dal ritrovamento di ...

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Pagine Zen 115

maggio / agosto 2018
Pagoda al tempio Kiyomizu di Kyoto - Foto di Aldo Tollini
Sommario
  • Buddhismo e arte nel medioevo giapponese
  • 精進 Shōjin
  • Otomi Dicerie su una geisha di Edo
  • Il Drago e la Fenice tra Cina e Giappone
  • Mettersi in viaggio Strani incontri lungo la Tōkaidō.
  • Il disegno giapponese Tra manga e comics (seconda parte di tre)
  • La ri-apparizione di Giovanni Battista Sidotti
  • Le lettere dal Giappone (1929) di Maria A. Loschi
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Pagine Zen 118

maggio / agosto 2019
Immagine di Kokeshi tratta da www.1stdibs.co.uk
Sommario
  • I kokeshi del Tōhoku
  • Lealtà 誠忠
  • Le porcellane Celadon …dove Celadon rotola giù - il suo rapido flusso…
  • Il ritratto buddhista giapponese e l'iconografia di Daruma Una riflessione
  • Luci al neon: Gutai a Osaka City
  • Leggiadre visioni (seconda parte) Pettini e acconciature giapponesi tra storia e mondanità
  • Hikikomori ひきこもり La socialità negata delle personalità evanescenti
  • Mizuko kuyō nel Giappone contemporaneo (prima parte)
  • Muga-muchū
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