Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

Il tavolo del letterato cinese (prima parte)

Scritto da Carla Gaggianesi -
Il tavolo del letterato cinese (prima parte)
La cultura cinese fu per anni influenzata e guidata da una classe speciale, composta da coloro che ancora oggi possono essere definiti "gentiluomini": la classe dei letterati. In Cina, venivano classificati come intellettuali che avevano passato tutta la loro vita a studiare i testi di Confucio per superare gli esami di Stato. Erano proprio questi esami a creare classi differenti tra i letterati; proprio con la filosofia confuciana nacque il concetto di uno Stato governato da uomini d'abilità e cultura, scelti in base ai loro reali meriti e non in base alle conoscenze politiche o alla famiglia di provenienza.
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Tawaraya Sōtatsu: un artista all’avanguardia

Scritto da Marta Molinari -
Tawaraya Sōtatsu

Tawaraya Sōtatsu si affacciò sul panorama artistico di fine periodo Azuchi-Momoyama (1568 – 1598) e fu attivo fino alla prima metà del periodo Edo (1603 – 1868), creando capolavori che influenzarono non solo artisti del suo tempo, ma anche moderni e contemporanei. Il mondo della pittura nel quale si colloca Sōtatsu vede attive due delle maggiori scuole artistiche quali: la scuola Kanō e la scuola Tosa. La prima, nata dalla fusione dei generi stilistici kanga (pittura di ispirazione cinese) e yamatoe (pittura tipicamente giapponese), produsse opere sia a inchiostro sia con colori intensi e sgargianti caratterizzate da linee solide e vigorose e raffiguranti paesaggi, personaggi storici e leggendari di ispirazione cinese. La scuola Tosa invece, assurta al ruolo di scuola di pittura della corte imperiale, aveva mantenuto...

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Giuseppe Castiglione - Artista milanese alla corte dei Qing

Isabella Doniselli Eramo -
Giuseppe Castiglione
In ricordo del tuo lungo servizio al Palazzo Imperiale noi ti assegniamo il titolo di Vice-ministro e doniamo 300 tael d'argento … per mostrare la nostra vicinanza e compassione. Questo è il nostro ordine.

Così il grande e potente imperatore Qianlong scriveva nel luglio 1766 in un editto emanato in morte del suo maestro di disegno e pittore di corte, Lang Shining, al secolo Giuseppe Castiglione. Un onore inaudito nel XVIII secolo da parte di un sovrano nei confronti di un suddito straniero.

Giuseppe Castiglione (Milano, 19 luglio 1688 – Pechino 16 luglio 1766), è un artista italiano e più precisamente milanese, divenuto grande e famoso in Cina, dove ha operato più di 50 anni come pittore di corte a Pechino, al punto che ancora oggi è citato nei più importanti manuali di storia dell'arte con il suo nome cinese Lang Shining; la sua popolarità nella Grande Cina è tale che alcune opere a lui attribuite pochi anni fa sono state battute all'asta a Hong Kong con quotazioni superiori a...

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Il fenomeno basara: forza e fascino dell’eccesso

Scritto da Rossella Marangoni -
Il fenomeno basara

Nel 1991 un taiga drama della NHK sul Taiheiki riportava in auge il mondo basara. Dopo un lungo periodo di oblio durato cinque secoli, il termine basara riapparve, fu ripreso dalla pubblicità e dal marketing, diventò il nome di un profumo maschile di Shiseido (Basala, in realtà), ed entrò con prepotenza nell’industria della moda con una nuova connotazione di dandysmo che non gli era mai appartenuta.

Perché il termine basara, evocatore di comportamenti trasgressivi, ha origine nel XIV secolo e a quella temperie storica è strettamente connesso.

Alla fine del periodo Kamakura, in seguito ai tentativi di invasione dei Mongoli, la classe guerriera era in preda allo scontento causato da una mobilitazione e da un impegno in battaglia a cui, in mancanza di un bottino da suddividere fra i vassalli dello shogunato, non aveva fatto seguito una giusta ricompensa. Lo scontento crescente dei guerrieri era accompagnato dal ...

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I bonsai alla quarta Esposizione Mondiale di Parigi del 1889

Taguchi Fumiya, curatore del Museo d’arte del Bonsai di Ōmiya -
I bonsai alla quarta Esposizione Mondiale di Parigi del 1889

La seconda metà del 1800 in Europa è caratterizzata da un evento che riunisce tutti gli stati del mondo ad esporre le proprie bellezze e peculiarità: l’Esposizione Universale. Piuttosto che la potenza militare, è soprattutto l’ambito culturale a delineare la figura dello stato moderno, attribuendogli l’appellativo di potenza mondiale.
Anche il nuovo governo giapponese Meiji ha come obiettivo quello di entrare a far parte di questa concezione di stato moderno: il Giappone passa dall’antico stato feudale a una politica più libera con l’apertura dei porti alle potenze straniere. L’Esposizione Universale è inoltre una manovra politica che ha il fine di aumentare l’esportazioni dei prodotti nazionali all’estero, con una conseguente crescita dell’industrializzazione interna.
In occasione dell’evento sono stati proprio i bonsai ad essere scelti come portavoce della cultura giapponese, diventando la punta di diamante dei padiglioni nipponici alle varie Esposizioni Universali. È possibile ammirare alcune illustrazioni di bonsai già nei documenti risalenti all’Esposizione di Vienna del 1873 a cui la delegazione giapponese ha partecipato per la prima volta. Proseguendo, nel 1878 troviamo la terza Esposizione Universale, organizzata questa volta a Parigi, dove alcuni bonsai vengono esposti nel giardino in stile giapponese allestito nel parco di Trocadéro.
Vi sono degli interessanti scritti in merito alle sorti dei bonsai presentati durante questa edizione...

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