Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

I bonsai alla quarta Esposizione Mondiale di Parigi del 1889

Taguchi Fumiya, curatore del Museo d’arte del Bonsai di Ōmiya -
I bonsai alla quarta Esposizione Mondiale di Parigi del 1889

La seconda metà del 1800 in Europa è caratterizzata da un evento che riunisce tutti gli stati del mondo ad esporre le proprie bellezze e peculiarità: l’Esposizione Universale. Piuttosto che la potenza militare, è soprattutto l’ambito culturale a delineare la figura dello stato moderno, attribuendogli l’appellativo di potenza mondiale.
Anche il nuovo governo giapponese Meiji ha come obiettivo quello di entrare a far parte di questa concezione di stato moderno: il Giappone passa dall’antico stato feudale a una politica più libera con l’apertura dei porti alle potenze straniere. L’Esposizione Universale è inoltre una manovra politica che ha il fine di aumentare l’esportazioni dei prodotti nazionali all’estero, con una conseguente crescita dell’industrializzazione interna.
In occasione dell’evento sono stati proprio i bonsai ad essere scelti come portavoce della cultura giapponese, diventando la punta di diamante dei padiglioni nipponici alle varie Esposizioni Universali. È possibile ammirare alcune illustrazioni di bonsai già nei documenti risalenti all’Esposizione di Vienna del 1873 a cui la delegazione giapponese ha partecipato per la prima volta. Proseguendo, nel 1878 troviamo la terza Esposizione Universale, organizzata questa volta a Parigi, dove alcuni bonsai vengono esposti nel giardino in stile giapponese allestito nel parco di Trocadéro.
Vi sono degli interessanti scritti in merito alle sorti dei bonsai presentati durante questa edizione...

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Poeti giapponesi - Il tempo di una nuova poesia

A cura di Maria Teresa Orsi e Alessandro Clementi -
Poeti giapponesi

Nel 1998, Ōoka Makoto, uno dei maggiori poeti giapponesi del Novecento, oltre che autore di importanti saggi di critica e storia della letteratura giapponese, pubblicava un testo intitolato "現代詩の鑑賞 101" (Gendashi no kanshō 101, che si potrebbe con qualche approssimazione rendere con 101 esempi di poesia contemporanea). Tradotto in inglese nel 2012 (101 Modern Japanese Poems) e in francese nel 2014 (101 Poèmes du Japon d’aujourd’hui), l’opera offriva anche al lettore “occidentale” non specialista la possibilità di leggere e apprezzare alcune fra le opere più significative della poesia prodotta in Giappone nel corso del Novecento. Non si trattava però della poesia tradizionale - waka, haiku - che affonda le sue lontane radici in epoca classica e che è ben nota da tempo anche in Italia, dove aveva e ha tuttora una vasta folla di estimatori ed esperti, ma della...

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Gli eroi suikoden e il tatuaggio giapponese

Scritto da Costanza Brogi -
Gli eroi suikoden e il tatuaggio giapponese

Caratteristica fondamentale e una delle più affascinanti dell’Horimono è la scelta dei soggetti che andranno a comporre tutta la storia che un tatuaggio tradizionale giapponese, partendo dalla schiena, racconta. Questi, sia nel periodo Edo così come oggi, sono selezionati da leggende, dal pantheon buddhista, da spettacoli o romanzi, ma la cosa principale è che il tatuato, insieme all’Horishi, il maestro tatuatore, sceglie ciò che preferisce soprattutto sulla base delle caratteristiche e qualità del personaggio che dovrà essere impresso sulla pelle, nella speranza che le immagini siano da monito a migliorarsi al fine di diventare come il soggetto raffigurato, oppure per ottenere protezione, come nel caso delle divinità o perché il personaggio rispecchia caratteristiche appartenenti alla persona che si tatua.

Sulla scia di questa particolare caratteristica, molto improntata all’interiorità della persona, un grosso impatto sul tatuaggio giapponese l’ha avuto un romanzo specifico, quello che narra le gesta dei 108 Suikoden e che deriva dal cinese Shui hu Zhuan...

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Zen e spade

Scritto da Temi Zen -
Zen e spade

Secondo il Brahmajālasūtra ( 梵網経 - 大乗仏教 ) colui che prende i voti non dovrebbe compiere, favorire o assistere ad atti di violenza, procurarsi o conservare armi né approvare l'uccisione di altri in alcun modo ed il trasgressore subirà conseguenze karmiche gravi, specialmente se l’azione fu “consapevole, intenzionale o dettata da ira”.
Attestando l’esistenza di “differenti modi di colpire e di uccidere”, il contenuto del sutra ( 契經 ) si prestò a svariate speculazioni sulle conseguenze karmiche degli atti violenti privi di intenzionalità, come ad esempio quelle generate da colpi inferti per la difesa propria o altrui, in seguito ad un’aggressione non provocata.
Analogamente, alcuni versi del Mahāyāna Mahāparinirvāṇa Sūtra ( 大般涅槃經 ) attestano il consenso all'uso della violenza per la difesa del Dharma ( 法, 仏教 ) e, nel corso dei secoli, le discusioni sulle diverse circostanze delle azioni violente citate dalle sacre scritture generarono leggi non scritte sulla maggiore o minore gravità delle conseguenze karmiche di queste azioni, validate da alcune dottrine buddiste.

Senza queste logiche e “leggi” sarebbe stato impossibile per il clero buddista interagire con la popolazione, in particolar modo quella residente in zone di conflitto, né sarebbe stato possibile, per i monaci delle scuole zen, l’assidua...

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Mizuko kuyō nel Giappone contemporaneo (seconda e ultima parte)

Scritto da Marianna Zanetta -
Mizuko kuyō nel Giappone contemporaneo (seconda e ultima parte)

I luoghi appena trattati rappresentano, pur nella loro importanza, elementi dal carattere eccezionale e unico, con importanti connessioni con l’immaginario popolare, spesso fonte anche di curiosità. Tuttavia, spesso questi luoghi non rappresentano una pratica quotidiana e costante, pratica che si concretizza più facilmente nei piccoli tempi di quartiere che, anche se non unicamente o principalmente votati ai mizuko kuyō, offrono e pubblicizzano questa attività.

Ho avuto modo di recarmi personalmente in uno di questi templi, nello specifico al Jōshōji 常性寺, nell’area di Chufu nella periferia di Tokyo. Come si può leggere dai volantini e dal sito internet, il tempio risale all’epoca Kamakura, ed è costituito da un padiglione principale dove si erge la statua del buddha Yakushi Nyorai, il buddha della guarigione e della medicina. Accanto ad esso troviamo...

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