Approfondimenti - Temi Zen

Di seguito sono visualizzate le anteprime degli approfondimenti di articoli pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

Dalla necessità alla bellezza: un’indagine su “Mottainai” (seconda parte)

Scritto da Rossella Marangoni -
Dalla necessità alla bellezza

Una lampada il cui paralume è fatto con carta washi riutilizzata più volte e già scritta, uno shōji riparato con ritagli di carta a forma di fiore, oggetti trasportati con un quadrato di stoffa capace di sostituire qualsiasi borsa, il furoshiki, il manto di un abate o la veste di un monaco fatta di pezzi di tessuto cuciti insieme: cos’hanno in comune? All’origine di questi manufatti c’è il riutilizzo, l’assenza di sprechi, in una parola: mottainai.

Se nella prima parte di questa “indagine” attorno al concetto di mottainai mi ero soffermata sui presupposti di carattere spirituale della parsimonia in Giappone, ora vorrei concentrarmi su quelle che chiamo volentieri le radici pragmatiche di mottainai.

E dove individuarle se non nella vita dura e difficile delle comunità contadine nelle campagne giapponesi?

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Scorci di Kyōto: Tre opere inedite di Hōen nella collezione del Museo d'Arte Orientale di Venezia

Scritto da Francesca Storti -
Scorci di Kyōto

Il fulcro della ricca e pregiata collezione del Museo d’Arte Orientale di Venezia fu costituito circa centotrenta anni fa, durante il viaggio intorno al mondo intrapreso dal principe Enrico Carlo Luigi Giorgio di Borbone-Parma, conte di Bardi (Parma, 1851 – Mentone, 1905) tra il 16 settembre 1887 e il 15 dicembre 1889. Appena giunta in Europa, la collezione Borbone vantava circa 30˙000 pezzi di cui due terzi acquistati in Giappone, prova evidente di quanto il principe e la moglie Adelgonda di Braganza (1858–1946) fossero rimasti entrambi affascinati da quel Paese. A seguito di varie vicissitudini, una volta divenuta proprietà dello Stato italiano, la raccolta contava nel 1926 poco meno di 17˙400 oggetti, una quantità comunque troppo grande perché fosse possibile un’esposizione integrale nelle stanze al terzo piano di Ca’ Pesaro, tuttora sede del Museo.

Fra le tante pregevoli opere d’arte ancora mai mostrate al pubblico figura anche un gruppo di tre dipinti giapponesi del XIX secolo firmati "Hōen" e accomunati dallo stesso aspetto alquanto inusuale...

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Kuki Shūzō: Iki - o l’estetica della singolarità

Scritto da Laura Ricca -
Kuki Shūzō: Iki

Il nome di Kuki Shūzō è associato a un libricino singolare e inclassificabile, La struttura dell’iki; ma è indubbio che la figura del suo autore sia entrata dalla porta principale nella storia della filosofia occidentale grazie allo scritto di Heidegger Da un colloquio nell’ascolto del linguaggio, contenuto in In cammino verso il linguaggio (1954). Heidegger infatti per molti versi tocca qui l’apice della sua sconcertante “filologia”, tra-ducendo, letteralmente, il termine iki lungo uno di quei labirinti ermeneutici da cui una frase, un frammento o addirittura una singola parola, come in questo caso, escono completamente irriconoscibili, dopo il cammino a cui il filosofo li costringe. Tanto più in questo caso, trattandosi di un termine radicato in una lingua del tutto aliena, e sottoposto, in aggiunta...

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Tra antenati e legami perduti: incontri con le itako del Tōhoku (prima parte)

Scritto da Marianna Zanetta -
Tra antenati e legami perduti

Nel Nordest dell’arcipelago giapponese, nelle prefetture più settentrionali dello Honshu, è ancora possibile incontrare delle figure particolari e affascinanti, che vivono nell’oscurità e parlano con i defunti. Si tratta delle itako, sciamane cieche che parlano con i defunti. Si tratta di una definizione fugace e di impatto, che affascina sempre il lettore, per le sue implicazioni soprannaturali e forse anche per quell’aura di pericolo e mistero. Ma nella sua immediatezza, non rende appieno giustizia a queste donne, e rischia forse di banalizzarne il cammino.

Vorrei allora provare, attraverso gli incontri con due itako particolari, a restituirvi un’immagine un più onesta e umana di queste figure.

Partiamo però dal principio: chi sono le itako?

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L'influenza del teatro Kabuki sull'Ukiyo-e

Scritto da Paolo Linetti -
L'influenza del teatro Kabuki sull'Ukiyo-e

L'Ukiyo 浮世絵 è uno stile di vita e una nuova cultura che iniziò a delinearsi nel periodo Edo (1603-1868), sviluppando delle tematiche sempre più distintive col passare dei secoli.

Il termine Ukiyo nacque in seno alla classe borghese in contrapposizione al pensiero buddista che per primo utilizzò la parola omofona; ma Ukiyo, scritto con i kanji 憂き世 (mondo di sofferenza) indicava qui uno stato d'ascetismo che mirava all’atarassia e ad estraniarsi dai piaceri terreni, illusori e d'intralcio al raggiungimento dell’Illuminazione.

Il monaco Asai Ryōi (1612 - 1691) nel 1661, nel suo Ukiyo monogatari scherzosamente descriveva lo stile di vita dei suoi concittadini dediti ai piaceri temporanei...

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