Scuola Ohara
L'ikebana tra antiche tradizioni e nuove prospettive

Scritto da Silvana Mattei e Marco Di Marco artifloreali.it - ikebanasvelato.com - ikebanaoharabologna.it -

Nel meraviglioso universo dell'ikebana, l'arte giapponese del disporre i fiori, si svela una stupefacente molteplicità di espressioni stilistiche, frutto del lungo e affascinante percorso storico che caratterizza ogni "scuola".

Il termine ryū, tradotto comunemente in italiano come "scuola", assume un significato preciso, indicando una corrente artistica o un movimento creativo con una coerenza stilistica, filosofica e tecnica ben definita.

Quando si entra nel mondo dell'ikebana, è fondamentale comprendere che questa forma d'arte è il risultato di una pratica che si è evoluta nel corso dei secoli, generando una miriade di correnti artistiche. Pur partendo da una radice comune, queste scuole hanno sviluppato soluzioni espressive estremamente diverse tra loro, offrendo un panorama variegato e affascinante.

Oggi in Giappone esistono centinaia di scuole di ikebana, molte delle quali hanno superato i confini dell'arcipelago nipponico diffondendosi a livello internazionale. In Italia, le scuole più diffuse includono Ikenobō, Sōgetsu, Wafu e Ohara, ognuna con la propria identità e stile distintivo.

Tra le cose che rendono unica la Scuola Ohara emerge una visione orientata a un approccio in sintonia con la natura e ai suoi ritmi stagionali, che si rispecchia in ognuna delle sue molteplici espressioni compositive fortemente caratterizzate da soluzioni codificate, che ne rendono riconoscibili i caratteri distintivi ed estetici.

L'immediata percezione di bellezza di fronte a queste realizzazioni ikebanistiche è supportata da un solido percorso di studi che la Scuola Ohara propone a chi si avvicina al suo mondo creativo. L'evoluzione della Scuola Ohara è stata una risposta dinamica ai cambiamenti sociali, culturali ed estetici nel corso dei decenni. Attraverso le generazioni gli Iemoto (Capiscuola) della Scuola Ohara hanno sperimentato nuove tecniche, materiali e approcci compositivi. Hanno esplorato nuove forme, interpretazioni e stili, ampliando così il vocabolario dell'ikebana e arricchendone le possibilità espressive.

Ogni Caposcuola ha lasciato un'impronta unica sulla Scuola, portando avanti l'eredità dei suoi predecessori e apportando le proprie innovazioni. Questo ha permesso alla Scuola Ohara di rimanere rilevante e influente nel panorama dell'ikebana.

Per meglio comprendere questo variegato percorso è bene ripercorrere, seppur sinteticamente, la storia della Scuola Ohara.

Siamo nel Giappone della fine del XIX secolo, periodo di profondi cambiamenti che ridisegnano l’assetto socio-politico del popolo nipponico. Anche le manifestazioni artistiche risentono di questa ventata di cambiamento. In particolare il mondo dell’ikebana, in quel momento fortemente cristallizzato e calligrafico, subisce un’ importante spinta evolutiva grazie a Unshin Ohara (1861-1916) proveniente dalla scuola Ikenobō (la più antica scuola di Ikebana) e fondatore della Scuola Ohara. A lui si deve la rivoluzionaria introduzione del Moribana (letteralmente ‘fiori ammassati’) che cambierà radicalmente l’ikebana del XX secolo, arricchendo il panorama delle possibilità espressive di quest’arte, non solo in relazione alla Scuola Ohara ma anche per molte altre Scuole che lo adatteranno alle loro esigenze creative. La particolarità dell’uso del suiban, un ‘bacino’ basso nel quale viene realizzato il moribana, è un espediente che consente di disporre i fiori in maniera totalmente diversa dal passato. La tradizione secolare dell’ikebana del tempo prediligeva infatti la sistemazione dei fiori in vasi alti, basando la struttura compositiva su un triangolo che si origina visivamente da un unico punto. Il genio di Unshin rivoluzionerà questo assetto spostando l’asse compositivo su un piano, grazie all’utilizzo del suiban sopra citato.

I materiali utilizzati da Unshin per le sue creazioni da una parte ci raccontano la sua grande cultura botanica e dall’altra esprimono con forza l’esigenza di sperimentare l’uso di nuove essenze vegetali provenienti da altri habitat. Come spesso avviene, nell’ikebana non si assiste mai a una cesura netta con il passato, ma le grandi innovazioni sono sempre emanazione di un’eredità che affonda le sue radici nella tradizione.

In continuità con suo padre, Ohara Kōun (1880-1938), II Iemoto, codifica le basi tecniche del Moribana. Avvia l’opera di divulgazione dell'ikebana nello stile Ohara attraverso mostre, corsi radiofonici e dimostrazioni pubbliche. In queste dimostrazioni adotta la tecnica innovativa del lavorare "al contrario" per permettere al pubblico di vedere frontalmente la composizione in fase di realizzazione. Kōun introduce anche il Mizu-mono, un paesaggio in cui l'acqua diventa protagonista, mettendo in risalto la bellezza delle piante acquatiche.

Ohara Hōun (1908-1995) diventa Terzo Caposcuola nel 1938, ma a causa della guerra la sua attività creativa si interrompe fino alla fine del conflitto. Hōun è responsabile della diffusione dell'ikebana Ohara al di fuori del Giappone, e sotto la sua guida la Scuola Ohara si internazionalizza. Oltre ad essere un grande divulgatore, Hōun Ohara è stato anche un innovatore, introducendo due affascinanti espressioni artistiche: il Bunjin-chō e il Rinpa-chō, di cui faremo un breve accenno più avanti.

Dopo la sua prematura scomparsa nel 1992, Ohara Natsuki (1949-1992) viene nominato Quarto Caposcuola. Appassionato conoscitore dell'arte moderna, ha introdotto nuove forme compositive come lo Hanamai (letteralmente "danza dei fiori") e lo Hana-ishō (letteralmente "flower design"), che mostrano un approccio più vicino allo spirito decorativo del mondo moderno. Hanamai narra dell'incontro nello spazio tra diverse essenze vegetali, dove ogni elemento dal proprio punto di origine si estende armoniosamente verso l’altro. I fiori, i rami e le foglie utilizzati possono incontrarsi, sovrapporsi visivamente o sfiorarsi delicatamente, creando così un'elegante convergenza.

Lo Hana-ishō invece rappresenta una delle prime forme compositive studiate dai neofiti della Scuola Ohara. Questo tipo di ikebana si basa sull'utilizzo di due o tre essenze floreali diverse tra loro disposte in ciotole basse e mira ad esaltare la dinamicità delle linee e la ricchezza cromatica dei materiali vegetali.

Il Quinto e attuale Iemoto Ohara Hiroki nato nel 1988 proietta l’ikebana Ohara in una dimensione sempre più al passo coi tempi. Il suo obiettivo è promuovere l'ikebana come forma d'arte in continua evoluzione, combinando tradizione e nuovi modi di esprimersi. Nel 2011, introduce l'espressione Hana-kanade, ideale per gli ambienti moderni, enfatizzando le linee che si intersecano nello spazio. Hiroki crea grandi installazioni ed esperienze multisensoriali supportate dalle tecnologie digitali per comunicare la bellezza dell'ikebana.

Come accennato precedentemente, il percorso formativo della Scuola Ohara, prevede, accanto allo studio approfondito del Moribana, lo studio di altre espressioni come Hana-Ishō (Flower design) e Hanamai, sopracitati. A questi si aggiunge lo Heika, che indica un genere di composizioni realizzate in vasi alti che, grazie alla loro forma, esaltano il portamento naturale dei vegetali. Tale termine viene utilizzato dalla Scuola Ohara come sinonimo di 'Nageire', comunemente usato per definire questo tipo di composizioni. Più recentemente fa la sua comparsa lo Hana-kanade, traducibile come ‘Fiori offerti, dedicati’, che, attraverso una particolare disposizione delle essenze floreali, mette in risalto la tridimensionalità delle forme nello spazio.

Esplorando il mondo dell'ikebana Ohara, il percorso diventa affascinante e coinvolgente, arricchito dalle suggestioni della pittura, poesia e letteratura. Il filo conduttore di tutte le espressioni rimane sempre l'approccio naturalistico, permeato dalla magia delle stagioni. Questo profondo sentimento di amore e attenzione per la natura si manifesta pienamente nelle opere più complesse come gli Shakei Moribana (Moribana Paesaggio).

Il Rinpa-chō trasforma l'ikebana in un'opera d'arte vivente, ispirandosi alle composizioni decorative della celebre scuola pittorica Rinpa del periodo Edo che porta questo nome e si caratterizza per la sua fusione di natura, fiori ed erbe in una rappresentazione lirica delle stagioni che si susseguono lentamente. È Ohara Hōun, il terzo Iemoto, a introdurre negli anni '60 questa forma di ikebana, dichiarando che:

[...] la Scuola Ohara è probabilmente la prima nel mondo dell’ikebana che tenta di riprodurre ciò che troviamo nella pittura, usando del materiale vivente. Nel Rinpa-chō l’ikebanista cerca di ricreare lo stesso feeling che contraddistingue le opere dei pittori Rinpa.

Come nella pittura l’artista si esprime con pennelli e colori, così nel Rinpa-chō l’ikebanista “dipinge con materiale vivente” raggiungendo un felice punto d’incontro tra pittura ed ikebana.[...] (S. Mattei, M. Di Marco, Ikebana Svelato, Rizzoli 2022, pag. 33)

Il Bunjin-chō, espressione introdotta da Ohara Hōun insieme al Rinpa-chō, si ispira al movimento culturale di intellettuali cinesi noti come "Letterati". In questa forma di ikebana, si rielaborano i canoni estetici dell'antico Bunjin-bana del periodo Edo, enfatizzando l'eleganza delle diverse piante e la potenza espressiva di materiali rari, con aspetti sorprendenti e unici.

Proseguendo in questo viaggio nelle espressioni della Scuola Ohara, non possiamo non menzionare altre forme compositive di raffinato impatto: lo Shōhinka, composizione essenziale e sintetica, che esprime una bellezza raffinata, ottenuta attraverso la tecnica dell'abbreviazione. Nonostante l’apparente semplicità, affrontare questa forma di ikebana richiede una maestria unica: amplificare il potere espressivo di una singola essenza vegetale o di un unico fiore, andando oltre gli schemi stilistici convenzionali. Lo Jiyū Hyōgen (Free Expression) si distingue per la libertà compositiva che permette di enfatizzare la forma del materiale vegetale con l'estro e l'esperienza dell'ikebanista o di integrarlo con materiali diversi per esaltarne l'aspetto. A conclusione di questo percorso la scuola Ohara include anche grandi creazioni scultoree chiamate Zōkei, progettate per mostre e rappresentazioni visive e sensoriali.

Nell'ikebana la parola "zōkei" significa ikebana senza restrizioni di materiali, vasi o forme. Queste opere, altamente artistiche e figurative, non hanno particolari limitazioni, se non lo spazio disponibile della sede che le ospita e le dimensioni dell'opera. Sono lavori di alta ricercatezza, che per essere realizzati richiedono grandissima esperienza e conoscenza dell’ikebana.

L'Ikebana Ohara, con le sue diverse forme espressive, si rivela come un viaggio affascinante tra tradizione e innovazione, dove ogni fiore e ogni singola foglia diventano pennellate di emozioni che raccontano la bellezza della natura e la profondità dell'animo umano.


“IKEBANA SVELATO” - Mondadori Electa 2022
Il libro di Silvana Mattei e Marco Di Marco

La silenziosa e poetica arte dell’ikebana in un volume capace di trasmettere il fascino di una pratica intessuta di tecnica e cultura. “Ikebana svelato” dischiude al lettore un modo nuovo e diverso per avvicinarsi alla natura e alla sua bellezza. Avvicinarsi all’ikebana significa intraprendere un cammino. Il kado, la ‘via dei fiori’, è il percorso che si compie giorno dopo giorno che fonde, in un viaggio sempre nuovo, il momento artistico e quello introspettivo.

Si tende ancora oggi a confondere l’ikebana con la semplice decorazione floreale, tralasciando il suo fine principale: la “via dei fiori” è una vera e propria disciplina artistica tesa all’arricchimento spirituale di chi la pratica. Percorrere la “via dei fiori” significa iniziare un percorso introspettivo nel rispetto dell’essenza del materiale vegetale. I fiori, le foglie, i rami diventano attraverso la pratica dell’ikebana uno strumento di arricchimento e di crescita interiore creando un nuovo rapporto percettivo con la natura e con tutto ciò che essa rappresenta per l’uomo.

Questo libro vuole essere uno strumento per accostarsi a tale arte proprio grazie alle espressioni compositive della Scuola Ohara, inserite nel loro contesto storico e culturale e spiegate nei loro aspetti pratici. Sarà possibile fare la conoscenza delle specie arboree e floreali, impararne la disposizione e gli accostamenti, scegliere i materiali più adatti per realizzare, in un rapporto di piena armonia con la natura, le proprie creazioni artistiche.

Silvana Suiyō Mattei è Sub Grand Master della Scuola Ohara di Ikebana e percorre la via dei fiori da più di quarantacinque anni. È Group Leader dell’Ikebana Ohara Alto Lazio e Umbria Study Group e insegna a Roma presso l’associazione Studio Arti Floreali. È membro di Ikebana International e, dalla sua fondazione, dell’European Ohara Teachers Association. Da sempre dedita allo studio del mondo vegetale e affascinata dalla cultura giapponese, nell’ikebana ha trovato un felice punto d’incontro tra queste sue due passioni. Ha dedicato la sua vita alla diffusione della conoscenza di quest’arte in Italia e all’estero attraverso corsi, seminari, dimostrazioni e conferenze. Da molti anni collabora con l’Ambasciata del Giappone in Italia, realizzando composizioni di ikebana in occasione di eventi ufficiali di rappresentanza. Vive e lavora a Roma.

Marco Ryōen Di Marco è III Master della Scuola Ohara di Ikebana. Ha intrapreso il percorso di studio e di ricerca di quest’arte da oltre un decennio, abbracciandone il profondo messaggio di evoluzione interiore. È membro di Ikebana International e dell’European Ohara Teachers Association. La sua esperienza lavorativa in una delle più importanti multinazionali nel settore della comunicazione gli ha permesso di adoperarsi per la diffusione dell’ikebana all’interno dell’Ikebana Ohara Study Group di Bologna, per il quale insegna nella storica istituzione del Garden Club “Camilla Malvasia”. È autore della voce Ohara, Scuola di Ikebana per l’Enciclopedia Italiana Treccani nella collana dedicata all’arte moderna. Vive e lavora a Bologna.

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