Pagine Zen 133

maggio / agosto 2024
“Dipinto di attività femminili - bonsai”, 1905, collezione privata. Chikanobu “Bonsai” da Fujin Shoreishiki no zu (Etichetta femminile), trittico – 1905
Sommario
  • Il bonsai nel Giappone di periodo Meiji
  • 如幻 Nyogen Come un sogno
  • Sulla via dello Zen e dell'arte marziale La mia esperienza
  • Sulle tracce della divinità cinese
  • Neko mon amour Il gatto e il Giappone
  • Emaki Un breve profilo storico
  • Quando gli animali parlano Antropomorfismo e censura nel periodo Edo
  • Il complesso tombale coreano di Koguryŏ
  • Ikebana svelato
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Sulle tracce della divinità cinese

Scritto da Fabio Smolari -
Sulle tracce della divinità cinese

“Il cinese nasce taoista, da adulto diviene confuciano e muore buddista” – recita un detto popolare. L’idea di un “Dio geloso” – tipica delle grandi religioni monoteiste mediorientali – è sconosciuta in Cina. Nulla impediva, ed impedisce, ai cinesi di abbracciare diverse fedi, di passare dall’una all’altra, di partecipare a riti di diverse confessioni. Il credente cinese non è tenuto ad obblighi cerimoniali comunitari né ad un rapporto diretto con i ministri del culto. I templi sono riservati ai religiosi che hanno fatto una scelta di vita, ma sono aperti a tutti (tranne gli eremi) e chi ha bisogno di aiuto, conforto o servizio religioso, può recarvisi liberamente...

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