Pagine Zen 138

gennaio / aprile 2026
Matsuo Bashō (1644-1694) in un'opera di Katsushika Hokusai (1760-1849)
Sommario
  • Matsuo Bashō I suoi insegnamenti sull’arte poetica dello haiku
  • 下本來無一物 Honrai mu ichi motsu / Běnlái wú yī wu “In origine, non si ha nulla”
  • L’immagine del monte Fuji Dal mondo fluttuante alle arti applicate, verso la grafica contemporanea
  • L'altra metà del Giappone Ritratti di donne straordinarie
  • L’arte del ritratto in Cina
  • Il Buddha che ride Ironia e gioia di vivere nella pittura sumi-e buddhista
  • I tesori di Kyŏngju L’antica capitale coreana del regno di Silla
  • Kuji-Hō, il Potere dei Nove Segni Tra Storia, Esoterismo e Arti Marziali
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I tesori di Kyŏngju

Scritto da Jinelle Vitaliano -
I tesori di Kyŏngju

La città sudcoreana di Kyŏngju, situata nella regione del Kyŏngsang settentrionale, è una delle mete più visitate, poiché affascina turisti e non con la sua longeva e ricca storia, nonché per i tesori provenienti dall’antico regno di Silla, uno dei tre regni coreani.

Un tempo fiorente capitale del regno di Silla, è oggi conosciuta come “il museo senza pareti”, un titolo che ben rende l’idea della sua unicità: una città moderna immersa in un paesaggio disseminato di templi, tombe reali, una torre astronomica e antichi stagni reali...

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Pagine Zen 137

settembre / dicembre 2025
Hakuin Ekaku (1686-1769) - Un suo autoritratto del 1764.
Sommario
  • Il Kōan, l’enigma Zen
  • 下載清風 Asai seifū - Asai no seifū “Scaricato il carico, fresca brezza”
  • BIANCO, NERO, ROSSO I tre colori della bellezza: il bianco
  • L'Arte della guerra Sun Zi Wu 孫子武
  • Conigli e lepri Usagi sulla Luna
  • Suminagashi L’arte dell’inchiostro fluttuante
  • Il Siddhaṃ (seconda parte) Una meravigliosa forma di scrittura - Gli aspetti religiosi
  • Samguk Sagi e Samguk Yusa Le fondamenta storiche della Corea
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Samguk sagi e Samguk yusa

Scritto da Jinelle Vitaliano -
Samguk sagi e Samguk yusa

Non si può parlare di letteratura coreana, senza far riferimento e annoverare due dei pilastri fondamentali, ovvero il Samguk sagi e il Samguk yusa.

Il Samguk sagi (“Storia dei Tre Regni”) è un testo del XII secolo scritto da Kim Pusik (1075-1151 d.C.), studioso confuciano e funzionario di corte, che trae la propria discendenza nel regno di Silla. Costui aveva già guadagnato una certa fama quando guidò con successo l’esercito di Koryŏ per sedare la ribellione di Myochŏng del 1135-36 d.C.

Considerato come il primo registro storico della Corea, il testo copre la storia di Silla, Paekche e Koguryŏ, i Tre Regni che dominarono la penisola coreana tra il I secolo a.C. e il VII secolo d.C.

Si ritiene che quest’opera fu commissionata dal...

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Pagine Zen 134

settembre / dicembre 2024
Falco e fiori di ciliegio – 1834 Katsushita Hokusai (1760–1849)
Sommario
  • Animali e buddhismo in Giappone
  • 無明 Ignoranza Inconsapevolezza Giapponese: mumyō / Cinese: wúmíng / Sanscrito: avidyā
  • Sulle shin hanga
  • Le rocce da letterati Porte che aprono a una diversa visione
  • Il Siddhaṃ Una meravigliosa forma di scrittura - La storia
  • Hanbok La colorata leggiadria degli abiti tradizionali della Corea del Sud
  • Il viaggio in Manciuria di Natsume Sōseki
  • Fuori dal cono d’ombra
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Hanbok

Scritto da Jinelle Vitaliano -
Hanbok

Lo Hanbok (in coreano 한복) è l’abito tradizionale della Corea del Sud, termine derivato dalle due parole Han (한), che identifica tutto ciò che a che fare con gli aspetti tradizionali della Corea del Sud, e bok (복) abito. In Corea del Nord è invece chiamato con il nome di Chosŏn-ot (조선옷) dove Chosŏn indica la Corea del Nord e ot abito.

La storia di questi abiti è molto antica e risale al periodo dei Tre Regni (dal I secolo a.C. al VII secolo d.C.). I primi hanbok s’ispirarono all'abbigliamento dei nomadi dell'Asia nordorientale e occidentale. Il suo design, tuttavia, si è evoluto nel tempo, lasciando il posto alla facilità di movimento di chi lo indossa, fondendole con stili propriamente nazionali, come si può osservare nelle bellissime forme, colori e tessuti che si trovano in esso.

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Pagine Zen 133

maggio / agosto 2024
“Dipinto di attività femminili - bonsai”, 1905, collezione privata. Chikanobu “Bonsai” da Fujin Shoreishiki no zu (Etichetta femminile), trittico – 1905
Sommario
  • Il bonsai nel Giappone di periodo Meiji
  • 如幻 Nyogen Come un sogno
  • Sulla via dello Zen e dell'arte marziale La mia esperienza
  • Sulle tracce della divinità cinese
  • Neko mon amour Il gatto e il Giappone
  • Emaki Un breve profilo storico
  • Quando gli animali parlano Antropomorfismo e censura nel periodo Edo
  • Il complesso tombale coreano di Koguryŏ
  • Ikebana svelato
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Il complesso tombale coreano di Koguryŏ

Scritto da Jinelle Vitaliano -
Il complesso tombale coreano di Koguryŏ

Koguryŏ, rappresenta il più grande dei Tre Regni in cui l'antica Corea era divisa fino al 668 d.C.. Secondo mitiche narrazioni, tradizionalmente il regno di Koguryŏ fu fondato nel 37 a.C., nei pressi del bacino del fiume Tongge nella Corea settentrionale dal leggendario Chumong, capo di una delle tribù Puyŏ.

Koguryŏ ha origine da Puyŏ e il suo fondatore è Chumong. La madre, figlia di Habaek, fu imprigionata dal re di Puyŏ. Un raggio di sole la raggiunse e la seguì, seppure lei cercasse di evitarlo. Rimase incinta e dopo non molto mise al mondo un uovo della grandezza di cinque misure. Il re di Puyŏ diede l’uovo in pasto ai cani, ma essi non lo mangiarono. Né vollero mangiarlo i maiali. Lo gettò sulla strada, ma i cavalli e i buoi non lo calpestarono. Lo gettò nel campo e gli uccelli lo protessero con le loro piume. Cercò poi lui stesso di romperlo, ma non vi riuscì e finì per restituirlo a sua madre, che lo fasciò e lo tenne al caldo, finché non si ruppe il guscio e venne fuori...
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Pagine Zen 132

gennaio / aprile 2024
Anziano del clan Nabeshima. Rotolo verticale dipinto a inchiostro e colori su seta. Si distingue l’impugnatura della spada, alla quale si accompagna un ventaglio nella mano destra. Opera di scuola Tosa databile tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo
Sommario
  • 苗 Miao Costumi e gioielli dalla Cina del Sud
  • Hagakure Una nuova ideologia per i samurai di Edo
  • 正名 Zhèngmíng Rettifica dei nomi
  • Colori e design dal Giappone Un percorso tra arte, storia e letteratura
  • Daoyin L’antica arte cinese della salute e della longevità
  • Il tatuaggio punitivo in Cina e in Giappone
  • La lacca rossa intagliata al Museo d'Arte Orientale di Venezia. Dalla Cina al Giappone
  • Hwang Chini, Hŏ Nansŏrhŏn e Shin Saimdang Tre poliedriche artiste coreane del periodo Chosŏn
  • Shōbōgenzō Zuimonki Eihei Dōgen, Discorsi informali
  • "Onibaba" di Rossella Marangoni Il mostruoso femminile nell’immaginario giapponese
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Hwang Chini, Hŏ Nansŏrhŏn e Shin Saimdang

Scritto da Jinelle Vitaliano -
Hwang Chini, Hŏ Nansŏrhŏn e Shin Saimdang

È limitativo definire queste tre artiste con il solo appellativo di “poetesse”, poiché il loro sublime genio si estese in molteplici ambiti artistici: componimenti poetici, calligrafia e pittura...

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Pagine Zen 131

settembre / dicembre 2023
Katsushika Hokusai, “Montagne su montagne”, da “Cento vedute del monte Fuji”, 1834.
Sommario
  • Giappone e montagne (seconda e ultima parte) Sacralità, inclusione e alterità
  • 關 (関) KAN, seki Sbarra di legno usata per chiudere la porta, barriera, limite, chiudere
  • Mostri femminili I tanti volti delle sirene giapponesi
  • Scuola Ohara L'ikebana tra antiche tradizioni e nuove prospettive
  • Ninja: il volto nascosto Dipanare la nebbia che avvolge i guerrieri ombra del Giappone
  • Bagliori dorati Lacche giapponesi del Museo d'Arte Orientale di Venezia
  • Cina La carta e i libri senza carta
  • Teatro coreano La suggestiva arte del P’ansori
  • Sotto l’ombrello a Tokyo Frammenti di vita giapponese
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Teatro coreano

Scritto da Jinelle Vitaliano -
Teatro coreano

Fra i generi teatrali coreani, il più noto e apprezzato in tutto il mondo è il P’ansori (판소리), riconosciuto e tutelato dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.

Il termine può essere tradotto come "rappresentazione vocale su palcoscenico".

L’inizio di queste rappresentazioni risalirebbe al XVIII secolo (la prima data sicura è il 1754), nella regione del Chŏlla e poi diffusosi gradualmente nel resto della Penisola, creando una perfetta armonia tra musica, canto, letteratura e teatro.

Lo scopo principale di queste rappresentazioni fu quello di istruire il popolo attraverso l’espressiva recitazione cantata, la narrazione di storie derivate dalla tradizione letteraria popolare coreana.

Nel passato vi erano un totale di dodici storie rappresentate. Sfortunatamente, oggi solo...

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