Il teatro nō
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La mappa nazionale del Giappone intitolata [Zōtei] Dai Nihon kokugun yochi rotei zenzu (Mappa [ampliata e rivista] delle province e itinerari del Grande Giappone), donata dagli eredi della professoressa Adriana Boscaro al Museo d’Arte Orientale di Venezia, è un esempio della ricca produzione cartografica commerciale dell’epoca Tokugawa o Edo (1603-1867). Il suo colophon indica che è stata stampata e pubblicata a Edo e Kyoto dall’editore Izumoji Manjirō, nel 1852, e identifica due autori: come responsabile della zōtei, ovvero della revisione ed espansione, Suzuki Kien, una figura su cui non si dispone di dettagliate notizie biografiche, ma che produsse svariate mappe e testi di natura educativa a cavallo fra...
Nella lingua giapponese, coniglio e lepre vengono indicati con un solo termine: usagi (兎). Questi occupano un posto piuttosto importante nelle superstizioni popolari e nelle leggende del Giappone grazie all’astrologia orientale. Infatti la lepre è il quarto animale dello zodiaco, in base al fatto che alla chiamata degli animali del Buddha, sarebbe arrivato quarto nella Grande Corsa; si distingue per la sua modestia e compassione verso gli altri. Tuttavia il suo animo pacifico e leale verso gli amici può trasformarsi in un atteggiamento aggressivo se ritiene che i suoi cari siano in pericolo. L’ultimo anno legato al coniglio è stato il 2023. L’animale rappresenta anche...
Alla domanda su quali siano gli animali che più assomigliano all’essere umano prendendo in considerazione aspetto e comportamento, probabilmente tra le prime risposte ci sono i primati. Nella cultura giapponese la scimmia (saru) a seconda del periodo storico incarna differenti ruoli: elemento mediatore tra la sfera divina e il mondo umano, custode della buona salute dei cavalli, creatura che impersona i comportamenti negativi degli esseri umani e per questo, dunque, monito a comportarsi rettamente soprattutto in fiabe e racconti, essere astuto capace di ingannare per perseguire il proprio vantaggio...
Il drago cinese è un animale complesso e affascinante. Di natura benevola e dotato di un potere assoluto grazie al quale governa Cielo e Terra, è molto diverso dalla sua controparte occidentale. Nell’iconografia cinese esso rappresenta uno dei quattro animali divini, insieme alla tigre bianca dell’Ovest, all’uccello rosso del Sud e al guerriero nero del Nord – una creatura dalle caratteristiche di tartaruga e serpente – occupando, per prestigio, la posizione più alta nella gerarchia animale cinese...
In occasione della ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, il Museo d’Arte Orientale di Venezia dedica una mostra alle popolazioni miao della Cina. I miao e le altre minoranze etniche riconosciute dal governo cinese sin dai primi anni Cinquanta, mantengono con orgoglio la propria lingua, la propria cultura e la propria identità.
I miao esprimono al meglio le loro abilità artigiane nella realizzazione di tessuti e dei ricami, dove applicano tecniche antichissime come la calandratura, la tintura a riserva, la produzione del feltro di seta. Questo patrimonio, che non è solo materiale ma è costituito anche da saperi di un tempo remoto, si tramanda di generazione in generazione e riflette l’estetica e i valori di queste popolazioni.
Motivi decorativi come la farfalla, madre mitologica, il fantastico uccello che covò le uova da lei deposte, che diedero vita ai primi miao, il drago, creatura benevola, nelle sue diverse forme, raccontano il culto degli antenati e la ricca tradizione orale di miti, leggende e storie...