Nell’ideale pagina bianca che è il volto secondo il trucco tradizionale, il segno lasciato dal nero è rappresentato dalla pratica dell’annerimento dei denti e da quella del disegno delle sopracciglia.
L’usanza di annerirsi i denti o ohaguro (letteralmente “nero per i denti”) sembra documentata in Giappone sin dal III secolo. Nella cronaca cinese Weizhi, infatti, il Giappone è menzionato come “la terra dei denti neri”.
Donne e uomini utilizzavano una combinazione di polvere fushinoko, ricavata dalle noci di galla proveniente dagli afidi che infestano i sommacchi, ricche di tannino, insieme a succo di ferro (tesshō) creato scaldando frammenti di ferro e tuffandoli in una miscela di tè, aceto e sake per farli ossidare. L’acetato di ferro dell’uno e l’acido tannico dell’altro si combinavano per annerire gradualmente i denti. Per preservare il colore nero, era necessario rivestire i denti con questa miscela ogni mattina, un processo che aveva l’effetto collaterale di...